A soli 19 anni completa il corso alla Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia
di Redazione
Roma – La poliziotta più giovane d’Italia è calabrese e si chiama Rosaazzurra Nesticò. A soli 19 anni, ha appena concluso con successo il corso di formazione presso la Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia, una delle più importanti realtà formative della Polizia di Stato, che ogni anno prepara centinaia di nuovi agenti. Un traguardo raggiunto con impegno e determinazione, che racconta la storia di una giovane donna che ha trasformato un sogno d’infanzia in una realtà concreta.
Rosaazzurra si iscrive al concorso per la Polizia di Stato appena compiuti 18 anni. Lo supera con successo e, a soli 19 anni, diventa ufficialmente la poliziotta più giovane d’Italia. «A volte penso di essere in ritardo, poi mi dico di no. È una bella sensazione», racconta.
Un sogno coltivato sin da bambina: «Già da piccola era il mio obiettivo. Guardavo le forze dell’ordine con grande ammirazione». Anche la famiglia ha avuto un ruolo importante nel suo percorso: il fratello è già in Polizia, un esempio che ha rafforzato ulteriormente la sua scelta.
Con il giuramento, Rosaazzurra conclude i sei mesi di corso alla Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia, un’esperienza che segna profondamente la sua crescita personale e professionale.
«È stata la mia prima esperienza fuori casa, una delle più belle della mia vita».
Un periodo intenso, fatto di disciplina, studio e sacrifici, che l’ha preparata ad affrontare il futuro con maggiore consapevolezza.
Ora per Rosaazzurra si apre una nuova fase: il trasferimento a Roma. «Sono spaventata ad andare via, ma anche entusiasta. È dura, ma poi si è pronti a tutto».
Un mix di emozioni comprensibili per una ragazza così giovane, ma affrontate con maturità e determinazione. Nonostante l’importante traguardo raggiunto, Rosaazzurra guarda avanti. L’obiettivo immediato è continuare il percorso come agente, senza escludere nuovi sviluppi in futuro.
Nel frattempo si iscrive all’università, fa volontariato ed è molto attiva nella vita sociale, dimostrando un forte senso civico e una grande voglia di mettersi al servizio degli altri. «Grazie ai miei genitori ho imparato a credere in me stessa, anche nei momenti di sfiducia. Alla fine ce l’ho sempre fatta».
© Riproduzione riservata