Il drammatico incidente ferroviario nelle parole di uno dei protagonisti
di Santina Giannone
Rosolini – «Non ho capito più nulla, i freni che non rispondevano, ho visto la morte in faccia. Mi ha salvato l’istinto». E’ poco più di un bisbiglio quello che esce dalle labbra di Carmelo Metallo, il giovane trentunenne rosolinese che ieri pomeriggio si è trovato intrappolato nel suo camion mentre questo correva verso i binari della ferrovia. Un giovane dalla faccia pulita, che, seppure scosso dal panico, parla con chi gli sta vicino, di una vicenda assurda. La gente lo attornia, chi lo stringe, chi gli dà una pacca sulle spalle, gli stessi carabinieri gli stanno intorno per evitargli la ressa e farlo rasserenare. Occorrerà del tempo prima che le immagini di quegli attimi concitati possano cancellarsi dalla sua mente, attimi in cui «Carmelo ha dovuto prendere una decisione e il suo istinto di sopravvivenza ha vinto, oltre il panico del momento», come racconta la gente che è accorsa sul posto poco dopo la collisione con il treno.
Poco dopo arrivano i familiari dei passeggeri, una signora bionda e pallida si fa largo sul posto, sul treno c’era anche suo marito. «Stanno tutti bene- rassicura il maresciallo Rosario Avila- evitiamo di scatenare il panico». Di sangue freddo, in questa vicenda, in effetti ce n’è voluto un sacco. Una vicenda che si colora ancora più delle mille sfumature del caso a pensare che lì, in quell’incrocio soprannominato già tante volte “della morte”, ci sarebbe dovuta essere una rotonda a garantire una migliore fruibilità dello snodo. Un cambiamento che non sappiamo come avrebbe modificato la vicenda del trentunenne Carmelo Metallo, che avrebbe potuto fermare la sua corsa, forse, andando a sbattere contro i lati della rotonda se questa ci fosse stata.
O forse no.
Di certo è che, dopo numerosi incidenti avvenuti proprio in quell’incrocio che, tecnicamente è sotto la giurisdizione territoriale del Comune di Noto, ma di fatto si affaccia su Rosolini, due anni fa era stato annunciato dalla deputazione locale e dal Comune un progetto di 500 mila euro che avrebbe modificato completamente l’assetto della strada e che avrebbe reso più sicura la viabilità della zona. Il finanziamento era stato concesso dalla Protezione Civile, essendo ritenuta quell’arteria una via di fuga importante in caso di calamità, contornata da un passaggio stretto e angusto che limita la visuale e rende difficili le manovre.
Oggi quel progetto non lo ricorda quasi più nessuno, perso tra le scrivanie della burocrazia siciliana. L’assessore ai Lavori Pubblici della città, Carmelo Di Stefano, se n’è occupato per diverso tempo, ma ha sempre trovato silenzi. «Il progetto era stato annunciato in pompa magna dal deputato regionale Gennuso, che però poi non ne ha più fatto cenno».
La Sicilia
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