Economia
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26/05/2026 12:42

Rosolino Palazzolo, l’agricoltore del caffè in Sicilia

Rosolino Palazzolo, 47 anni, originario di Cinisi, è l’unico produttore di caffè biologico in Sicilia.

di Redazione

Cinisi – Rosolino Palazzolo, 47 anni, originario di Cinisi, è l’unico produttore di caffè biologico in Sicilia che segue tutta la filiera, dalla pianta ai chicchi verdi. La sua azienda agricola si trova a Terrasini e lì lavora assieme alla moglie Floriana e a sei collaboratori. Oggi produce ortaggi, agrumi e frutti tropicali, ma tutto è iniziato molto prima: alberi di frutta esotica: papaya, banano, mango, avocado. Il caffè è arrivato di conseguenza, quasi come una sfida. Lo racconta al quotidiano La Sicilia.

«Quando mi sono messo a coltivare frutta esotica mango, avocado, banani e papaya. La pianta del caffè l’ho presa quasi per curiosità. Era del genere “Caturra”, una sottovarietà dell’Arabica originaria della Costa Rica. All’inizio non sapevo nemmeno come trattarla, la coltivavo come le altre piante fra lo scetticismo generale. Chi la vedeva mi diceva: ma veramente pensi di fare caffè qua? La parte più difficile è stata proprio convincere gli altri che non era una follia. Perché vai a fare un investimento in cui ci vogliono tre anni prima di raccogliere e altri anni per avere una buona produzione. Senza contare che lo devi vendere a un prezzo particolare».

Lei però non si è fermato…
«Mi sono messo a studiare le esigenze della pianta, le zone dove cresceva, la produzione…, finché un giorno sono andato nella serra e ho trovato tutti i fiori bianchi aperti. L’anno dopo c’erano i frutti».

Quindi il primo raccolto sperimentale a quando risale?
«A circa dodici anni fa. Avevo i frutti ma non sapevo come lavorarli, così chiamai un amico di Alcamo che da generazioni si occupa di torrefazione. Abbiamo raccolto le “ciliegie”, lui le ha lavorate e abbiamo assaggiato il primo caffè. Era buonissimo. In quel momento emozionante ho capito che tutto quello che avevo bevuto prima non era caffè».

Da lì è iniziata la vera produzione?
«Oggi nella serra ci sono circa 800 piante produttive. L’anno scorso ci hanno regalato circa 25 chili di caffè verde. Quest’anno penso di superare i 30-35 chili».

Numeri piccoli, ma sono sufficienti per attirare l’attenzione degli specialisti?
«Il mio caffè è stato valutato 85 su 100».

Vale a dire?
«Già da 87 iniziano i campionati mondiali del caffè».

E quanto costa?
«Gli ultimi tre chili e mezzo della produzione 2025 sono stati messi all’asta. Base d’asta 500 euro al chilo».

Una sciccheria…
«Nel globo terrestre un caffè certificato biologico coltivato in Sicilia non ce l’ha nessuno».

La coltivazione avviene esclusivamente in serra?
«Sì, in un ambiente controllato dove temperatura e umidità restano costanti. Le piante crescono accanto a banani e papaye. Vivono in simbiosi con loro e anche questo influisce sul sapore. Oggi abbiamo piante di sesta generazione sto cercando di abituarle al nostro clima per provare a passare dalla serra al campo aperto, ma non è ancora il momento anche se il nostro caffè per via degli sbalzi termici è considerato “di altura” nonostante i terreni siano a soli 80 metri sul livello del mare. È un po’ come con le arance rosse: senza escursione termica non diventano rosse».