Si potranno estinguere anche cartelle di poche centinaia di euro, dentro anche le multe stradali
di Redazione
Roma – Con la rottamazione quinquies si potranno estinguere anche i debiti relativi a cartelle di poche centinaia di euro. La nuova pace fiscale inserita in manovra però non è per tutti. L’aiuto si applica a specifiche categorie di debiti fiscali e contributivi ed è escluso dalla sanatoria chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi. Chi ha debiti per multe stradali statali non pagate potrà fare domanda per la definizione agevolata dei carichi. Chi non ha versato la Tari invece no. Le domande di adesione andranno trasmesse entro il 30 aprile. Si potrà pagare tutto il dovuto in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026, oppure in 9 anni con un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari importo e comunque non inferiore a 100 euro. Il tasso di interesse applicato sul pagamento rateale sarà del 3 per cento. Per i contribuenti questa è l’ennesima opportunità di stralcio dei debiti col Fisco. Si potranno estinguere le cartelle fiscali e contributive del periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, pagando solo il capitale e dunque eliminando le sanzioni e gli interessi. Gli avvisi bonari per controlli automatizzati effettuati sulle dichiarazioni dei redditi e sull’Iva rientrano tra i carichi che sarà possibile sanare con la nuova rottamazione, al pari dei contributi previdenziali non versati, a patto che non derivino da un atto di accertamento formale.
Per quanto riguarda le multe stradali, l’agevolazione copre solo le sanzioni emesse da amministrazioni centrali dello Stato, come la Polizia stradale o i Carabinieri. Le multe della polizia locale o municipale, e tutti i tributi locali, Imu e Tari compresi, restano fuori dalla nuova pace fiscale. Saranno ammessi alla sanatoria anche coloro che hanno già aderito a una precedente misura agevolativa ma che poi sono decaduti, purché i carichi siano quelli ricompresi nell’ambito applicativo della rottamazione quinquies. «La norma, invece, esclude dalla nuova rottamazione i debiti che, seppur rientranti nell’ambito applicativo della quinquies, sono ricompresi in piani di pagamento della rottamazione quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano versate tutte le rate scadute», ha confermato l’Agenzia delle Entrate sul suo sito. Insomma, il vantaggio principale della rottamazione quinquies consiste nella possibilità di estinguere il debito senza dover versare le altre componenti della cartella esattoriale, che con il tempo possono tradursi in una spesa significativa. Con la definizione agevolata si verseranno le somme dovute a titolo di capitale, cioè l’imposta non versata o versata solo in parte, oltre alle somme maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento. Sulle multe per violazioni del Codice della strada sarà dovuto l’importo della multa stessa, mentre verranno annullati gli interessi e l’aggio. La domanda di adesione alla rottamazione quinquies potrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica, ma le modalità per richiedere l’accesso alla definizione agevolata devono ancora essere specificate.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà sul proprio sito internet le istruzioni da seguire entro il 20 gennaio. Come detto, si potrà scegliere di pagare in un’unica soluzione o a rate. La prima, la seconda e la terza rata scadranno, rispettivamente, il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dalla quarta alla cinquantunesima rata le scadenze sono fissate al 31 gennaio, al 31 marzo, al 31 maggio, al 31 luglio, al 30 settembre e al 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027. Infine, dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima rata, i termini entro cui pagare sono il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.
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