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08/11/2013 20:48

Sabato al Brancati il libro su Guccione

Alle 18

di Redazione

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Piero Guccione
Piero Guccione

Scicli – Sabato 9 novembre ale ore 18.00 presso i locali del Movimento culturale Vitaliano Brancati sarà presentato il volume di Manuel Gualandi L’atelier di Guccione, edito da Allemandi contestualmente ad una mostra di grafica, di disegni e di una tela dal titolo L’altra faccia del Mediterraneo.

Il volume ripercorre brevemente il percorso artistico di Guccione, accompagnato da due interviste e da considerazioni generali sul ruolo della pittura nella realtà contemporanea; chiude il volume un intervento di Marco Vallora. La mostra è accompagnata da un piccolo catalogo curato da Paolo Nifosì di cui pubblichiamo uno stralcio: “E proprio l’inconscio è protagonista nella varietà dei temi, che dipendono dalla “meraviglia”, dallo stupore che può derivare da tante cose le più varie, dal fiore dell’ibisco, da una maschera di porcellana, da un’opera di Munch, di Friedrich, o di Michelangelo, o di Caravaggio, o dalle linee del mare, dei riflessi che sul mare determina la luce del sole, da un nudo femminile, dal gioco di una bimba, da uno scrittore amato ( Sciascia, Bufalino, Tomasi di Lampedusa), da un sentimento politico rivissuto in un ’immagine (Portella della Ginestra, diventa un’ombra e una ferita che copre un paesaggio), o avvertito come drammatico nell’unica opera (L’altra faccia del Mediterraneo) in cui il mare azzurro, tante volte dipinto e ridipinto per la sua bellezza diventa un mare di morte fatto di plastica nera, a testimoniare l’attenzione verso le tante tragedie che in questi anni in questo mare avvengono.

    Il Guccione che si presenta con queste opere, potremmo dire che è l’artista segreto, le cui opere nascono da un sentimento affettuoso verso amici scrittori, poeti a cui ha offerto una tiratura. I temi prevalentemente sono un controcanto della pittura e dei pastelli ai quali in quel momento sta lavorando, una nota lirica che con un mezzo grafico reinventa l’immagine, sempre vigile nel congedare un’opera nuova in cui se l’acquaforte è segno, limite o nodo plastico, l’acquatinta è corpo è stesura, colore. Un lavoro miniaturistico che rende in intensità quanto ha la possibilità di essere narrato nel grande formato”.