Economia
|
19/07/2009 20:45

Salta l’accordo sul prezzo regionale del latte

di Redazione

Posizioni troppo distanti tra le organizzazioni agricole e la parte industriale. “In questi giorni gli allevatori stanno continuando a chiedere agli industriali un prezzo equo per il proprio latte – spiega il presidente dell’associazione regionale allevatori, Armando Bronzino -, mentre gli industriali, trincerati dietro una sedicente inarrestabile crisi e paventando un futuro di recessione, offrono ancora pochi spiccioli per il nostro latte. Un gesto, questo, che chiude ogni trattativa in corso. Questo è lo scenario attuale. Peccato che all’assemblea nazionale di Assolatte, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce le industrie lattierocasearie, l’atmosfera sia di tutt’altro tono”.

E’ vero che fatturato non è sinonimo di guadagno, tuttavia il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, dichiara ottimismo con timidi segnali di ripresa e nel primo bimestre 2009 la bilancia commerciale del settore lattiero-caseario è andata in attivo per la prima volta nella sua storia, visto che ha registrato un saldo positivo di 11,791 milioni di euro. “Ma fra la serrata al tavolo delle trattative e l’ottimismo del presidente di Assolatte dinanzi ai suoi associati oggettivamente c’è un abisso – aggiunge il presidente regionale dell’associazione allevatori di Sicilia – in questo abisso precipiteranno migliaia di stalle da latte se non si arriverà in fretta a sottoscrivere un prezzo sano, leale e mercantile. Ma soprattutto equo”. Il sistema allevatoriale siciliano sta portando avanti la sua lotta per ristabilire il prezzo del latte ma, soprattutto, per l’approvazione di una legge che obblighi a dichiararne la provenienza, perché dalla trasparenza sul mercato, dalla verità, dipende non solo il giusto prezzo, ma anche il futuro stesso del latte.