Ragusa – L’appalto unico per il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti è a rischio. A lanciare l’allarme sono i circoli di Legambiente di Modica, Ragusa e Vittoria. In questa prima fase, il nuovo appalto interessa otto dei dodici comuni iblei, ossia Acate, Chiaramonte, Comiso, Giarratana, Monterosso, Pozzallo, Santa Croce e Scicli. A questo gruppo, però, secondo gli ultimi intendimenti dell’Ato Ambiente potrebbe agganciarsi anche Ragusa, sia pure con un proprio bando. Tutto questo, però, rischia di saltare.
Legambiente spiega che a mettere in dubbio l’espletamento della gara d’appalto, ormai prossima al traguardo è la circolare del 16 dicembre scorso dell’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità. La Regione ritiene che le società d’ambito in procinto di essere liquidate non possono indire nuove gare per l’affidamento di servizi afferenti la gestione integrale dei rifiuti. A questo dovrebbero provvedere le nuove società consortili, che dovranno prendere il posto degli attuali Ato Ambiente.
Se quanto prospettato nella circolare si tramutasse in realtà, per il territorio ibleo, e gli otto comuni in particolare, sarebbe un grosso problema. Legambiente spiega che «aspettare la costituzione della nuova società significa peggiorare sia la situazione economica, già molto grave, che quella ambientale».
Ci si troverebbe di fronte ad una situazione assai complessa. Perché costituire la nuova società che dovrà occuparsi dei rifiuti non sarà impresa semplice, considerati i pessimi rapporti esistenti, in fatto di rifiuti, tra gli enti locali della nostra provincia e, in particolare, tra quelli del comprensorio modicano e il resto della provincia. Da qui l’esigenza di risolvere almeno questo problema, che poi è il più rilevante, prima di preoccuparsi della nuova società.
«All’assessore regionale si potrebbe proporre – spiega Claudio Conti – di indire, tramite l’Urega, una gara unitaria di durata superiore all’anno concesso dalla circolare con una clausola di salvaguardia». Se questa strada non dovesse rivelarsi percorribile, allora si potrebbe chiedere «di bandire in contemporanea le gare per ogni singolo comune con modalità di svolgimento del servizio omogenee e di durata comunque superiore all’anno, inserendo sempre una clausola di salvaguardia».
Quest’ultima soluzione, fa presente Legambiente, consentirebbe, «se un soggetto vince in più comuni, di ottenere una discreta economia di scala che consentirà di ridurre i costi». Perché, alla fine, è proprio questo l’obiettivo che deve essere perseguito: ridurre quanto più possibile i costi del servizio dei rifiuti. Un risultato che la gara unica per otto comuni avrebbe consentito di raggiungere con una certa facilità.
Il nuovo servizio dei rifiuti
Il progetto messo a punto dall’Ato Ambiente prevedeva una gara unica per i comuni più piccoli della provincia, in modo da ottenere un’economia importante sui costi del servizio. Interessati a questo primo bando per l’appalto unico sono i comuni di Acate, Chiaramonte, Comiso, Giarratana, Monterosso, Pozzallo, Santa Croce e Scicli.
Il comune capoluogo, Vittoria e Modica dovrebbero procedere con gare singole perché, ha spiegato l’Ato dopo aver varato il progetto, si tratta di comuni con un popolazione residente elevata. Ragusa, secondo le ultime proposte, avrebbe comunque potuto abbinarsi a questa gara, in modo da beneficiare dell’economia di scala. Adesso tutto è a rischio.
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