Nel 1889 era costato 300 lire, una cifra enorme
di Saro Cannizzaro


Modica – Saranno fatti tentativi per recuperare il prezioso lampadario scivolato venerdì pomeriggio all’interno della Chiesa Madre di San Pietro. Qualora il recupero si rivelasse impossibile, si punterà sulla realizzazione di un nuovo lampadario, che possa degnamente sostituirlo e si mantenga all’altezza del tempio che lo ospiterà. Lo sottolinea l’Arciprete Don Corrado Lorefice, a seguito di un incidente tecnico che ha interessato, come si diceva, il lampadario centrale della Chiesa, che è rimasto irrimediabilmente danneggiato. “L’incidente – spiega il parroco – si è verificato alla fine dei lavori di pulitura del lampadario artistico, che si sono resi necessari per asportare la polvere prodotta dell’opera di restauro del pavimento. Come di consueto, gli addetti stavano tirando su il lampadario con l’argano, ma, durante l’avvolgimento, il cavo di acciaio, raccoltosi solo in una parte della gola, ha fatto un improvviso scatto verso la parte libera dell’argano. Il lampadario è così scivolato verso il basso e, pur non arrivando a toccare il suolo, ha subito le conseguenze del forte contraccolpo frantumandosi in gran parte. Si è già provveduto, assieme al Sindaco Antonello Buscema e all’Assessore ai Beni Culturali Anna Maria Sammito, accorsi immediatamente sul luogo, ad avvisare di quanto accaduto la Curia e la Sovrintendenza. L’area dell’altare sarà pulita e tutti i pezzi conservati, in attesa del sopralluogo dei tecnici. Il Sovrintendente, Ferrara, in ogni caso, si è già detto informalmente disponibile a tentare un intervento straordinario di recupero”. Si tratta di un lampadario, del peso di oltre 6 quintali, dal grande valore storico e artistico.
Commissionato dalla Parrocchia nell’agosto del 1889 ai maestri Francesco Ferro e figli di Murano. Fu trasportato via mare, ma colò a picco insieme alla nave finita contro gli scogli a causa di una violenta tempesta.
I maestri vetrai si offrirono generosamente di rifarlo integralmente, al prezzo di un semplice indennizzo (300 lire sul costo totale di 1.300 lire di allora, cifra enorme, che basta a dare il senso del valore dell’opera).
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