Apatia e attacchi di panico, ma anche voglia di ribellarsi alle restrizioni. E la Sanità taglia
di Redazione

“Le farmacie hanno aumentato del 35% le dotazioni di ansiolitici e ipnotici e del 28,2% le dotazioni di antidepressivi. Ci attendiamo 300mila nuovi casi in carico ai dipartimenti di salute mentale”. Intervistato da FanPage, il prof. Massimo Di Giannantonio, presidente della Società italiana di Psichiatria, lancia l’allarme in a proposito degli effetti del Coronavirus, e della prospettiva di un secondo lockdown, sulla salute mentale degli italiani. Apatia, ansia, depressione, paura della solitudine, disturbi del sonno, ma anche – all’opposto – iperattività e desiderio di trasgressione. Effetti che non risparmiano neanche chi non ha contratto il virus.
Secondo uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità finora “sono stati osservati sintomi depressivi o da stress rispettivamente in circa il 12% della popolazione nell’11 e nel 14% del campione. “Nelle farmacie abbiamo registrato un aumento del 35% di dotazioni di ansiolitici e ipnotici e un incremento del 28,2% degli antidepressivi – rivela Di Giannantonio, che mette in guardia contro un nuovo tipo di ansia, insorta in questo periodo, definita “da limbo”: “E’ la rappresentazione simbolica di un’attesa che non trova termine: quella del vaccino, del risultato de tampone, del ricovero di un caro. Una attesa che sempre più persone subiscono passivamente, facendola diventare un alibi per attuare un atteggiamento rinunciatario e passivo”, mentre altri individui – al contrario – . “reagiscono in modo aggressivo e violento”.
Corresponsabili della sofferenza psicologica degli italiani, i pesanti tagli alla sanità pubblica perpetrati da tutti i governi senza distinzioni: “I dipartimenti di salute mentale sui territori hanno in carico 900mila persone, ma ci attendiamo nei prossimi mesi un’onda d’urto con altri 300mila nuovi casi – avvisa il medico -. Abbiamo dato una grande risposta organizzativa, anche ricorrendo alla telepsichiatria, ma oggi si sconta una drammatica riduzione degli organici negli ultimi anni, con un rapporto tra neoassunti e professionisti andati in pensione che è di 1 su 4”.
© Riproduzione riservata