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04/11/2020 11:18

Covid, la seconda ondata era questa: come evolverà e quanto durerà

Il picco a Natale e i vaccini: le previsioni degli scienziati a breve e lungo termine

di Redazione

Covid, la seconda ondata era questa: come evolverà e quanto durerà
Covid, la seconda ondata era questa: come evolverà e quanto durerà

 La seconda ondata è arrivata. In tutto il mondo. Non solo in Italia. La ripresa dell’epidemia dopo il break estivo è sotto gli occhi di tutti, specie dei medici. Ciò che è importante stabilire adesso è quando avverrà il picco, il punto più alto della curva: il numero massimo di casi da raggiungere prima che inizino a scendere. Ma se la seconda ondata è ripartita in quarta, accelerando improvvisamente morti, ricoveri e contagi in meno di un mese, non è detto che la ridiscesa sia altrettanto rapida, specie alla luce degli elevati casi di positività ancora riscontrati in questi giorni rispetto ai tamponi effettuati. Il Covid, si sa, non è un virus influenzale, anche se i sintomi sono pressoché identici. E’ molto diverso, si sta ancora studiando e gli stessi scienziati sono tuttora costretti a muoversi nel regno delle ipotesi. I virus influenzali, ad esempio, hanno un picco annuale sempre nello stesso periodo mentre il Coronavirus ne ha avuti già due in 12 mesi, in due stagioni differenti. 

Non potendo che basarci ancora sui dati delle altre epidemie conosciute, con cui esistono tuttavia alcune affinità, se la sommità della curva viene raggiunta a circa due mesi dal suo inizio –in questo caso metà settembre – sarebbe lecito attendersi che in Italia sia stata quasi raggiunta e che già dalle prossime settimane dovremmo assistere al calo. Certo è ancora presto per fare previsioni e il rischio di essere smentiti è quotidiano, ma se i calcoli effettuati in questi giorni dal Cts, Federazione Ordini dei medici e da altri ricercatori sono giusti, la coda di questa seconda ondata durerà fino a Natale. Sempre che vengano varate, e osservate, delle rigide misure di controllo della diffusione. Come quelle che inizieranno a interessare da giovedì le regioni italiane individuate a livello “rosso.

In questa seconda ondata la letalità è scesa – grazie al miglioramento delle cure ottenuto nel frattempo – ma è aumentata la capacità d’infezione.  Due cose sono certe. La prima è che anche il nuovo picco epidemico non basterà a costruire la cosiddetta immunità di gregge, visto che meno del 5% degli italiani possiede al momento anticorpi contro il Covid-19 e quindi la stragrande maggioranza, ancora contagiabile, potrebbe dare il via in qualsiasi momento alla “terza ondata”. La seconda è che anche la scoperta e la commercializzazione di un vaccino non cambierà la situazione nell’immediato, dati i lunghi tempi tecnici di produzione e organizzazione richiesti da una vaccinazione mondiale. Senza contare i richiami annuali o semestrali che potrebbero essere necessari alla popolazione, prima che tutti sviluppino una efficace barriera protettiva.