di Redazione

PALERMO, 8 APR “L’ospedale è un presidio di cura e di salute, dovrebbe rappresentare un’oasi per i pazienti e un luogo sicuro per chi vi presta servizio, ma sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza e ad aggressioni ingiustificate e intollerabili”. Lo dice Paolo Petralia, direttore generale dell’Istituto Gaslini di Genova e presidente nazionale Aopi (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani), commentando l’aggressione di ieri all’Ospedale Di Cristina di Palermo, dove il padre di un neonato ha picchiato 4 medici dopo la morte del piccolo, malato terminale. “Il dolore, comprensibile, per la perdita di un figlio aggiunge Petralia non giustifica alcuna reazione violenta.
Tanto più che, come emerge, considerate le condizioni del neonato, l’intervento condotto al Di Cristina è stato un disperato tentativo di prolungare una agonia e una morte certa.
Di fatto, però, medici e operatori a cui va la mia più profonda solidarietà e vicinanza sono diventati ormai il parafulmine di dolore, disperazione ma anche di episodi di violenza gratuita che non intendiamo più far passare sotto traccia”. “Per questo conclude il presidente nazionale degli Ospedali Pediatrici come associazione sosterremo l’iniziativa del collega Giovanni Migliore, direttore generale dell’Aorn CivicoDi Cristina di Palermo, che ha denunciato i fatti accaduti, ma ci uniamo anche nella forte preoccupazione per i gravi rischi che ogni giorno di più si corrono nell’esercizio dell’attività assistenziale, offrendo la nostra disponibilità per contribuire a risposte necessarie e sempre più urgenti”.
(ANSA).
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