Giudiziaria
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16/07/2026 14:36

Santanchè, nuovo processo in vista per l’ex ministra: «Bancarotta di tre società e truffa allo Stato»

Tra le contestazioni del dissesto anche 3,3 milioni di debiti erariali non pagati.

di Redazione

Milano – Nuovo processo in vista a Milano per Daniela Santanchè, e stavolta in prospettiva il più pesante (rispetto al dibattimento in corso per falso nei bilanci Visibilia e all’udienza preliminare sulla truffa allo Stato nei contributi Covid) visto che in un avviso di conclusione delle indagini ora i pm Luigi Luzi e Guido Schininà contestano alla ex ministra e attuale senatrice di FdI il concorso nelle bancarotta di tre società nelle quali ha avuto ruoli di amministratrice, Ki Group Holding, Ki Group Srl e Bioera.

Sulla prima, che era quotata in Borsa e che è fallita nel giugno 2025, viene contestata soprattutto l’operazione con la quale fu costituita la nuova Ki Group Srl, staccando un ramo d’azienda e facendo diventare la società operativa una scatola vuota, con una iper valutazione di 8 milioni decisiva per la sussistenza della nuova Srl in quanto le erano stati conferiti 16 milioni di passività e 11 di attivo. Ancor più delicato per la senatrice è l’addebito di non aver pagato debiti erariali per 3,3 milioni, cioè il 30% del complessivo passivo di 10 milioni sotto il quale la società è infine fallita; e soprattutto l’accusa che agli amministratori come lei la società abbia distribuito dividendi che in realtà non esistevano al momento dei relativo risultati di esercizio, dividendi per 4 milioni di euro nel 2015 e 1.400.000 nel 2016.

 

Ancora tra le imputazioni figurano due finanziamenti avuti da Banca Progetto nel febbraio 2020, il primo da 400.000 euro e soprattutto il secondo da 2 milioni garantito all’80% dal Fondo centrale di garanzia, ottenuti in teoria per campagne di marketing, e invece poi utilizzati per trasferimenti a varie società collegate all’interno del gruppo, in difformità dallo scopo per il quale i finanziamenti erano stati chiesti e ottenuti.

Nel capitolo riguardante invece il dissesto di Ki Group Srl, fallita nel dicembre 2023 con 2 milioni di passivo, è contestato un falso in bilancio nel 2019 e 2020 per aver indicato un avviamento di 10 milioni che in realtà non esisteva e sarebbe dovuto essere subito svalutato dall’inizio; e un fittizio aumento di capitale operato in realtà proprio con soldi provenienti dalla stessa Ki Group Srl dietro il giro di altre società infragruppo. Nel mirino dei pm del pool guidato dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano entrano inoltre due pagamenti per «consulenze» alla società dell’ex compagno di Santanchè, Giovanni Canio Mazzaro, la Servizi societari Sas, «consulenze» in realtà inesistenti per i pm e del valore nel marzo 2021 di 122.000 e 137.000 euro.

Spicca poi un’imputazione di truffa aggravata allo Stato nel marzo 2021 per avere chiesto a Invitalia spa un prestito agevolato di 2.700.000 euro e per avere beneficiato di un credito d’imposta di 600.000 aggirando i requisiti previsti dalla legge, anche attestando falsamente sia che una società di revisione non avesse eccepito alcunché su una determinata situazione ostativa, sia che non ci fossero in corso contenziosi che invece la società aveva pendenti con lo Stato a livello fiscale e contributivo.

La terza bancarotta riguarda Bioera, fallita nel dicembre 2024. Qui, accanto a distrazioni in società collegate del gruppo prive di giustificazioni, la Procura e la Guardia di Finanza milanese contestano l’attribuzione agli amministratori di compensi ritenuti del tutto sproporzionati per 2,1 milioni di euro tra il 2018 e il 2023, a fronte del fatto che già nel 2019 la società avesse nella realtà un patrimonio negativo.

Con Santanchè sono indagati un’altra decina di amministratori e sindaci delle società, tra i quali Giovanni Canio Mazzaro, Davide Mantegazza, la sorella della senatrice, Fiorella Santanchè, e Antonino Schemoz.