La ragazza vive in stato vegetativo da diversi anni
di Lettera firmata
Ragusa – Giorno 17 dovrebbe venire a Ragusa l’assessore Russo, il quale dovrebbe ricordare che in provincia di Ragusa sono molte le persone che, a seguito di gravi danni cerebrali, si trovano in stato vegetativo oppure in uno stato di minima coscienza. Per custodire e curare i loro corpi, nel miglior modo possibile, i loro familiari fanno enormi sacrifici e trasformano le loro abitazioni in corsie ospedaliere. Un problema di difficile soluzione si pone quando tali familiari si ammalano (anche per un periodo limitato di tempo) e non possono accudire i loro cari a casa, in quanto, in provincia di Ragusa, strutture adeguate di accoglienza per gravi non ce ne sono.
Per questo motivo le famiglie e le associazioni Pro-Diritti H, due anni fa, per chiedere tali strutture nella nostra provincia, hanno raccolto 20.000 firme e le hanno consegnate all’Assessore alla Sanità Russo (che sicuramente ricorderà..).
Associazioni, istituzioni,organi di stampa, familiari dovrebbero interagire e lavorare insieme per analizzare e risolvere insieme i problemi, perchè spesso le istituzioni si fanno sostituire dai cittadini che ,divenuti protagonisti di storie dolorose, mettono in evidenza e dilatano i problemi fino a farli
esplodere.
Un paio di settimane fa, a tal proposito, ho scritto la seconda lettera al Presidente della Repubblica che Vi invito a leggere.
Cordialmente
Luciano Di Natale
La lettera a Napolitano
Gentilissimo Presidente,
sono il padre di Sara, giovane ragusana in stato vegetativo dal 7 febbraio del 2006; il 21 aprile del 2010, giorno del compleanno di mia figlia, ho chiesto alla S. V. il Suo interessamento per far pervenire alla Onlus “Centro risvegli ibleo” una parte dei soldi sequestrati alla mafia.
Purtroppo il sistema sanitario in Sicilia, oltre a favorire sprechi, non è stato capace di creare reparti importanti per curare ed accogliere persone gravi e gravissime come quelle tracheostomizzate ( in stato vegetativo, sclerosi multipla, SLA, ictus etc..). Nelle RSA non possono essere accettate perchè esse non sono idonee per la cura di tali pazienti e tanti ragusani gravi, se vogliono tornare a Ragusa dai centri di riabilitazione di tante provincie del nord, devono correre il rischio di farsi assistere a casa 24 ore su 24 da congiunti che non sono né medici né infermieri. Il problema diventa poi drammatico quando i familiari che assistono i loro cari sono anziani o malandati di salute e non possono usufruire di periodi di riposo (di ristoro) per la mancanza di SUAP (speciali unità assistenziali permanenti). Per brevi periodi tali malati possono essere ricoverati nelle rianimazioni, guardati a vista da medici ed infermieri, ma poi, per non sottrarre posti letto per le emergenze (per esempio a persone gravissime a seguito di incidenti stradali), devono essere spostati in altri reparti adeguati ed attrezzati (soprattutto di personale medico ed infermieristico). Ma questi reparti non esistono in provincia di Ragusa.
Per la mia tragica esperienza ho dedotto che i tempi della politica sono orribilmente diversi da quelli dei malati, ma so anche che quando esistono forti motivazioni e nobili sentimenti da parte dei cittadini e della Politica (quella che è veramente al servizio della gente), allora diventa possibile accorciare i tempi.
I soldi per realizzare il “Centro Risvegli Ibleo”, anche se la popolazione iblea sta rispondendo agli appelli dei fondatori della Onlus con grande generosità, sono molti ed è per questo che mi permetto di sollecitare di nuovo il Suo autorevole intervento.
I soldi della mafia e dei fiancheggiatori potrebbero essere un ottimo fertilizzante per fare crescere una struttura utile per la collettività siciliana fortemente danneggiata da una amministrazione non proprio lungimirante.
Grazie per il Suo interessamento.
Distinti saluti
Il papà di Sara
Luciano Di Natale
Ragusa 29 novembre 2010
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