Economia
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13/02/2011 20:17

Scambi commerciali con l’Egitto, Ragusa: – 2 mln di euro

Nonostante la crisi istituzionale che ha investito la Tunisia e l'Egitto, l'internazionalizzazione con l'Isola continua a funzionare

di Redazione

Turisti in Egitto
Turisti in Egitto

Palermo – La crescita delle esportazioni di prodotti petroliferi, un interscambio commerciale che segna un andamento positivo delle esportazioni in tutte le province e una flessione delle importazioni, con un saldo negativo in alcune aree della Sicilia tra cui Trapani, Agrigento, Enna e Ragusa.
Nonostante la crisi istituzionale che ha investito la Tunisia e l’Egitto, l’internazionalizzazione con l’Isola continua a funzionare. A confermarlo sono i dati forniti dall’Ice e che si riferiscono al terzo trimestre del 2010. Numeri che raccontano di come tra le due sponde del Mediterraneo sia da tempo stata avviata una stretta collaborazione in campo produttivo. E non è un caso che molte aziende siciliane abbiano deciso di dislocare unità produttive nei due Paesi del Maghreb, dove di pari passo, nel terzo trimestre del 2010, è cresciuta l’esportazione di prodotti petroliferi con un saldo positivo di 480 milioni di euro in Tunisia e di 137 milioni di euro in Egitto. A tenere, anche se sul filo di lana, sono anche altri settori merceologici tra cui macchinari e apparecchiature, autoveicoli e rimorchi, mobili e prodotti delle altre industrie manifatturiere. Analizzando i dati nel dettaglio emerge come la collaborazione è più stabile con la Tunisia che con l’Egitto. Disaggregando il dato dell’interscambio commerciale con la Tunisia, risulta un saldo negativo di 4 milioni con Trapani, segno meno anche per Messina e Agrigento (rispettivamente 27 milioni e tre milioni). Nel resto delle province il saldo è positivo: Palermo (1.361 milioni di euro), Caltanissetta (83 milioni), Enna 671 mila euro, Catania 164, Ragusa 184 e Siracusa 377 milioni. Sul fronte egiziano il saldo dell’interscambio è negativo ad Agrigento (899 mila euro), Caltanissetta (meno 235 mila euro) e Ragusa (meno 2 milioni di euro). Positivo nel Trapanese (676 mila euro), Palermo (453), Messina (834), Enna (79), Catania (un milione di euro) e infine Siracusa (13 milioni di euro).
Numeri e cifre che raccontano comunque di due Paesi in ascesa dal punto di vista produttivo che proprio per questo consumano più carburante, ma che spiegano anche come la crisi dei consumi investa la Sicilia in pieno. Molti dei prodotti finiti non rientrano più nell’Isola, le aziende piazzano i prodotti su altri mercati e questo spiega il calo delle importazioni accompagnato da una flessione sui consumi. Tra gli imprenditori che hanno interessi in Tunisia c’è ad esempio Nino Salerno, ex presidente di Confindustria Palermo. «I disordini si sono calmati – spiega – la situazione non è ancora stabilizzata ma ci attendiamo che si avvii verso una normalizzazione nel giro di poche settimane».