di Redazione
Gentilissimo Architetto Bellia,
La ringrazio per aver smosso le acque ancora una volta intorno ai temi della mobilità. Il suo intervento è molto ampio e sembra quasi proporre un compendio di altri pubblicati nel tempo sui sciclinews.
Sull’autostrada, per esempio, sulla sua utilità più che dubbia quando dovesse essere completata, sui danni certi che essa apporterà. Anche se molto dipende dal come, e non dimentichiamoci che una opera viabile può essere incassata anziché sopraelevata, raccordata con cura al territorio che attraversa anziché scorrervi come un taglio operato da un coltello rabbioso, come di solito succede con i nostri progettisti scalcagnati, oppure bravi ma al soldo di imprese scalcagnate, oppure brave ma ristrette nei vincoli derivati dall’azione di politici scalcagnati…
Sembra che la soluzione finale sia equamente ripartibile fra il riprendere a camminare e il cominciare pedalare, e non sarò certo io a dichiararmi contrario, responsabile come mi trovo ad essere del coordinamento delle associazioni aderenti alla FIAB, l’unica organizzazione ciclo ambientalista ad essere riconosciuta come tale dal Minambiente nel nostro Paese.
Sicuramente, e realisticamente, non può essere tutto qui. Sarà bene, però, entrare nel vivo delle cose e accertare insieme la valenza e la fattibilità generale di un progetto di mobilità alternativa.
Un progetto che vuole l’impiego diffuso della bicicletta nella provincia ragusana e anzi in particolare a Scicli e nel suo territorio deve tenere conto dell’inquadramento internazionale estremamente favorevole, costituito dall’itinerario Eurovelò n:7 (Capo Nord – Pozzallo) e della Ciclopista del Sole – FIAB (Brennero – Palermo, proprio attraverso la nostra costa sud).
Come già letto e scritto altrove, la costa sciclitana merita una pista prossima al mare ed in grado di cucirla tutta e di qualificare il water font in maniera estremamente attrattiva e funzionale. Da Marina di Ragusa sino a Sampieri, Cava e poi sino a Donnalucata, dove è già in progetto la pista congiungente con Marina di Ragusa. L’itinerario, è bene sapere anche questo, fa parte del documento sulla Mobilità non Motorizzata, che è possibile reperire sul sito dell’Assessorato regionale Turismo, Dipartimento Trasporti, frutto di un tavolo tecnico che ha visto la FIAB e l’Associazione Italiana Greenways strettamente coinvolte.
Poi, con la rete radiocentrica di cui si fa cenno nel suo intervento occorre riunire la costa al centro abitato.L’attraversamento del quale dovrebbe essere garantito da un percorso ad est, ottenuto cucendo i tratti di strada esistenti fra il centro abitato e la scarpata argillosa che lo sovrasta (mi riferisco al quartiere di Jungi), ad ovest mediante la nuova cosiddetta circonvallazione (sull’attuale progetto della quale occorrerebbe però soffermarsi, nell’interesse dei cittadini), modificata con accorgimenti volti alla moderazione del traffico.
Per finire, una pista Modica – Scicli esiste già, occorrerebbe saggiarne la possibilità di addolcire le pendenze.
Sull’impiego della bici in città e sull’intermodalità treno + bici occorre però fare un discorso chiaro e forse si potrà fare la prossima volta, per non tediare nessuno e per rispettare la cadenza che si sta volendo dare agli interventi.
Finiamo con una notazione sulle risorse. Il reperimento delle risorse è possibile, Scicli è comune Unesco e perciò è interessata da finanziamenti ad hoc per la mobilità che dovrebbero costituire la prima attenzione del corpo politico e più ancora dei cittadini organizzati, che rispetto a quello riescono a trovarsi sempre più avanti.
professor Giampaolo Schillaci
Università di Catania
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