Non si conosce il costo di un eventuale recupero del reperto
di Redazione
Scicli – E’ stata scoperta un anno fa ma del suo recupero, emersione e restauro non si parla più.
E’ il relitto navale rinvenuto nell’estate del 2010 nel tratto di mare tra il lido Arizza e Spinasanta, in territorio di Scicli.
Nessuna linea finanziaria da parte della Regione Siciliana ha permesso sinora di pensare al “salvataggio” del natante dai fondali marini.
In questi giorni la nave è stata anche oggetto di una visita guidata nell’ambito di un corso di archeologica subacquea. Da quanto riferiscono alcuni appassionati di pesca sottomarina, da parecchi anni si aveva notizia dell’esistenza del relitto, che sarebbe stato addirittura meta di immersioni e forse anche di razzie.
Accade poi che un bagnante, che in estate risiede in quel tratto di costa, durante un’immersione notasse qualcosa di strano e mai visto prima a poche decina di metri dalla battigia, facesse la scoperta e decidesse finalmente di comunicare l’esistenza del relitto alla Capitaneria di Porto di Pozzallo. Questa emise un’ordinanza di chiusura all’accesso ai bagnanti del tratto di mare e compulsò la Sovrintendenza del Mare di Palermo.
Da lì a qualche giorno arrivarono sul posto i tecnici, che eseguirono i rilievi e fotografarono il relitto.
L’ipotesi che potesse trattarsi del relitto di una nave di epoca bizantina, pure accarezzata in un primo momento, cadde subito già lo scorso agosto. I tecnici della Soprintendenza del Mare accertarono infatti che si trattava di una nave mercantile risalente tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.
Si è perciò trattato di una scoperta di carattere storico e non archeologico, in quanto la nave è di epoca successiva al 1492, data che segna il discrimine tra il reperto di mare archeologico e quello storico.
La nave è lunga venti metri e larga sei; ha delle ordite possenti, a due a due; consta di due alberi a forma ottagonale; a poppa c’è un argano, una sorta di gru per il carico delle merci. A poppa si intravede un carico di laterizi.
Procedere al recupero del relitto potrebbe significare il disfacimento dello stesso. Senza considerare i costi per la riemersione.
Il relitto si trova proprio vicino una zona densamente frequentata da bagnanti e in prossimità di alcuni stabilimenti balneari. La nave giace adagiata sul fondale sabbioso con la prora rivolta verso terra.
Dopo il clamore del primo momento la notizia del relitto è caduta nel dimenticatoio, e dire che si tratta di una testimonianza, se non particolarmente risalente nel tempo, comunque interessante dal punto di vista dell’appeal che il reperto potrebbe rivestire.
Non è mai stata resa nota una perizia sui costi di emersione, non si conosce il livello di rischio del tentativo di recupero, e se il gioco valga la candela.
Il reperto è meta di visita di sub e di appassionati, e potrebbe rappresentare anche un attrattore turistico se solo esistessero delle escursioni che prevedessero l’appuntamento nel tratto di mare in cui il relitto giace.
Se non potrà più rivedere la luce del sole, potrà quantomeno essere scandagliata in immersioni sottomarine degli appassionati, se adeguatamente segnalata.
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