Parla Giuseppe Implatini
di Redazione
Scicli – “Preliminarmente vogliamo sottolineare che Scicli e le sue spiagge hanno la possibilità di diventare luoghi di alta frequentazione turistica, non soltanto di turismo nazionale ma anche straniero”.
A scrivere è Giuseppe Implatini, Nova Lex.
“Per cui la prima preoccupazione dell’Amministrazione comunale di Scicli avrebbe dovuto essere quella di emanare apposita ordinanza sindacale, finalizzata a regolamentare l’utilizzo delle spiagge a tutela della sicurezza dei residenti e dei turisti. Ma ciò non è stato fatto, provocando quindi un grave danno all’immagine turistica del nostro territorio.
E’ indubitabile che la competenza specifica, a proporre tale ordinanza, appartiene all’Assessore al Turismo nonché al Comando dei Vigili Urbani. Ma in caso di inerzia di detti organi, il Sindaco poteva benissimo richiedere agli stessi la predisposizione di apposita proposta di ordinanza, disciplinante l’utilizzo delle spiagge.
Ma la mancata emanazione di tale ordinanza, non significa che non esiste alcuna normativa regolante la materia oggetto del nostro intervento.
Pertanto dobbiamo evidenziare che detta materia è disciplinata D.D.G. n° 476/2007 del Dipartimento Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana nonché dalla ordinanza n. 45 dell’8/6/2010 della Capitaneria di Porto di Pozzallo.
Tale ordinanza pone tutta una serie di interdizioni alle unità da diporto, tra i quali il divieto assoluto di transito, nella fascia costiera fino a 300 metri dalla battigia o scogliera, delle unità a motore, le quali potranno attraversare gli specchi acquei compresi nella suddetta fascia di mare soltanto per le manovre di partenza e di rientro a terra, navigando con proprio sistema di propulsione (motore o vela) negli appositi corridoi di lancio con velocità non pericolosa e comunque non superiore a tre nodi, al fine di tutelare l’incolumità dei bagnanti. Diversamente l’atterraggio e la partenza dovranno avvenire a remi (art. 9 ord. 45/2010). Tale normativa si estende anche agli acquascooter e alle moto d’acqua.
Inoltre tutta una serie di ulteriori divieti vengono posti dall’art. 3 dell’anzidetto D.D.G. n° 476/2007, tra i quali elenchiamo per brevità, soltanto il divieto di svolgimento di giochi che possono recare danno o molestia a persone quali palloni, tamburelli etc.
Oltre a ciò il citato art. 3 fa altresì obbligo ai Comuni di apporre apposita segnaletica contrassegnante i suddetti divieti. Ma il Comune di Scicli, a tutt’oggi, non ha provveduto a tale fondamentale adempimento, al fine di evitare possibili danni alle persone.
Molti residenti e turisti denunciano continue violazioni afferenti gli acquascooter, le moto d’acqua, il gioco del pallone e dei tamburelli sulle spiagge etc. e lamentano nel contempo un deficit di controlli al fine di far rispettare le sopra citate disposizioni.
Riteniamo quindi opportuno evidenziare che tali controlli, finalizzati alla tutela della pubblica incolumità, dovrebbero rientrare tra le priorità del Comando dei Vigili Urbani, per cui chiediamo al Sindaco di Scicli ed in particolare al Comandante dei Vigili Urbani se intendono disporre l’effettuazione di sistematici controlli al fine di far rispettare le citate disposizioni a tutela della pubblica incolumità.
Chiediamo altresì di conoscere quanti controlli sono stati effettuati a tutt’oggi e quante violazioni sono state rilevate da parte dei Vigili Urbani di Scicli.
Vogliamo altresì segnalare che nell’area pedonale del Lungomare di Donnalucata continuano a circolare le biciclette in mezzo ai pedoni, costituendo un serio pericolo per la pubblica incolumità.
Infine vogliamo informare, coloro i quali vogliono svolgere attività sportive, che l’Autorità Marittima può autorizzare l’occupazione di spazi demaniali per dette finalità.
In ultimo vogliamo sottolineare che il Sindaco di Scicli non ha risposto a tutte le nostre note e potrà continuare a farlo anche con la presente.
Sarà alla fine giudicato dai cittadini di Scicli unitamente alla sua compagine politico – amministrativo”.
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