Il pomeriggio prima dell'omicidio Ottaviano avrebbe telefonato alla compagna di Agosta in maniera incessante.
di Redazione
Scicli – Una messe di telefonate alla ex fidanzata che aveva decicso di troncare la precedente relazione per intraprendere una nuova storia con Gianni Agosta.
Un crescendo di tensioni avrebbe portato Agosta a uccidere Peppe Ottaviano dopo che i due avevano avuto un incontro di chiarimento, in cui Gianni aveva intimato a Peppe di lasciare in pace la donna. Il pomeriggio dell’11 maggio 2024 Peppe si sarebbe attaccato al telefono della donna, chiedendole di tornare insieme, di lasciare Gianni, di recuperare il rapporto d’amore.
Un pressing inaccettabile per il nuovo fidanzato della donna che a questo punto avrebbe deciso di dare la lezione a Ottaviano.
Omicidio volontario aggravato in concorso.
È stata fissata per il 25 giugno presso il Tribunale di Ragusa, l’udienza preliminare che dovrà decidere del rinvio a giudizio o meno delle tre persone indagate per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano, 41 anni, avvenuto a Scicli nella notte tra l’11 e 12 maggio del 2024. Due rispondono per l’omicidio aggravato in concorso; il 44enne Gianni Agosta, imbianchino, (in carcere dal 5 novembre del 2025) , e un 27enne suo amico.
Entrambi di Scicli, sono indagati anche per violazione di domicilio aggravata. Risponde invece di favoreggiamento una donna oggi 36enne, ex compagna di Ottaviano. Le indagini vennero affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, che hanno proceduto unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, ai militari della Tenenza di Scicli e ai tecnici del Ris di Messina.
La ricostruzione della Procura restituisce i tratti dell’aggressione brutale avvenuta nel cuore della notte tra sabato 11 e domenica 12 maggio 2024. Forzato il portone di ingresso i due si sarebbero introdotti in casa di Ottaviano. La vittima, in condizioni psicofisiche rese estremamente fragili dalla assunzione di un coctkail sostanze stupefacenti e alcol, non sarebbe stata in grado di difendersi. Picchiato a feddo con violenza, riportò fratture multiple nella parte alta del corpo, morendo poche ore nella incapacità di chiamare i soccorsi. Le immagini degli impianti di sorveglianza del quartiere, e in particolare una sfuggita alla mappatura dei due complici, hanno ripreso i due amici mentre effettuavano numerosi sopralluoghi a ridosso della casa di via Manenti, luogo dell’omicidio, in vista della spedizione punitiva.
Gesto estremo che sarebbe stato scatenato dall’insistenza di Ottaviano che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, voleva riprendere la relazione con la ex. Un movente passionale.
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