di Redazione
Scicli – Una maxi retata contro l’immigrazione clandestina è stata condotta alle prime ore del mattino dai Carabinieri della Compagnia di Modica nel centro storico di Scicli.
Sono state passate al setaccio decine di abitazioni al cui interno, come sospettato dagli investigatori e poi confermato da numerosissime chiamate anonime pervenute al 112, risiedevano diversi ragazzi di cittadinanza maghrebina dediti, verosimilmente, al lavoro nero nelle numerose aziende agricole dell’area sciclitana. Nove ragazzi sono stati fermati e condotti in caserma per gli accertamenti di rito a seguito dei quali sono scattate le manette per un giovane tunisino inottemperante al Decreto di espulsione emesso nei suoi confronti nei mesi passati.
Al tempo stesso, per altri quattro ragazzi, risultati clandestini, sono stati emessi altrettanti Ordini di espulsione dal territorio italiano. Ora al vaglio degli inquirenti resta la posizione dei proprietari delle case che, appena identificati, saranno denunciati per favoreggiamento della clandestinità.
Un fenomeno diffuso quello dell’affitto in nero delle abitazioni soprattutto ai quartieri San Giuseppe, San Bartolomeo, ma non solo, in cui gli extracomunitari sono costretti a vivere in gruppi di dieci, dodici persone a volte, in condizioni igieniche precarie, a fronte di affitti comunque l’ordine di qualche centinaio di euro al mese. L’emersione degli affitti in nero è tutt’altro che semplice da ottenere. Quando il Comune, sette anni fa, propose dei contributi per chi ristrutturava le abitazioni da destinare a extracomunitari significativamente non fu protocollata neanche una richiesta di contributo. Segno che gli sciclitani preferiscono mantenere un reddito illegale con l’affitto delle abitazioni a extracomunitari, incorrendo ora nelle sanzioni di legge quando questi non hanno regolare permesso di soggiorno.
Nella provocatoria foto di repertorio, un piccolo immigrato clandestino
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