Cultura
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26/11/2008 15:26

Scimone e Sgarbi: Ogni sciclitano è un cosmo

di Redazione

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“Ogni sciclitano è un mondo a sé, ogni persona che mi capita di incontrare racchiude in sé qualcosa di assolutamente unico”.

“A Scicli si respira una buona aria”.

Sono due affermazioni fatte ieri sera, in occasione della consegna del Premio Scicli 2008, dai due prestigiosi ospiti e destinatari del Premio: il maestro Vittorio Scimone e l’Onorevole Vittorio Sgarbi.

Una piacevole serata iniziata in Largo Gramsci quando, con un “corte” di persone al seguito, è arrivato Vittorio Sgarbi, dopo una passeggiata in città e la visita al cantiere della Chiesa di Santa Maria della Consolazione. Alto, una mano al ciuffo, l’altra all’inseparabile cellulare, Sgarbi ha individuato immediatamente tra i presenti gli amici del Gruppo di Scicli, o meglio, come egli stesso ha tenuto a precisare successivamente, della Scuola di Scicli, sui quali l’Onorevole è più volte tornato nel corso della serata sollecitato dalle domande del puntualissimo Prof. Giuseppe Pitrolo che ha condotto, con la pacatezza e la preparazione che lo contraddistinguono, una piacevole conversazione con  i due illustri ospiti in un gremito Teatro Italia.

Sul palcoscenico, dopo la presentazione di Caterina Guerrieri, sono saliti il Sindaco Giovanni Venticinque per il saluto istituzionale e per fare partecipe il pubblico della storia del Premio Scicli e del suo incontro con l’Onorevole Sgarbi, anni addietro.
Un racconto quello del Sindaco Venticinque, gradevolissimo e ironico, dai tratti surreali, che ha divertito l’intera platea inaugurando una serata all’insegna degli aneddoti, alcuni davvero esilaranti, come quello proposto dal Maestro Scimone a proposito di un concerto improvvisato a Barcellona sulle note di un inesistente compositore di musica contemporanea, terminato con un, graditissimo dal pubblico catalano, “lancio del leggìo” e scandito dal suono di violini che,a d un suo cenno, venivano suonati come tamburi.
I due ospiti, affiatatissimi, quasi orchestrati da mani invisibili, si sono avvicendati nella narrazione di episodi riguardanti il loro legame con la città di Scicli e hanno offerto agli spettatori una bella lezione di musica e storia dell’arte soffermandosi, ed era d’obbligo, sull’arte e sulla musica barocca, da Caravaggio a Bernini e Borromini, da Bach a Vivaldi a Hendel.
L’Onorevole Sgarbi, attuale Sindaco di Salemi, ha parecchio insistito sul ruolo della Scuola di Scicli e del Maestro Guccione nel panorama figurativo italiano contemporaneo, lo ha fatto con le sue arcinote stoccate ad artisti e critici contemporanei (Pistoletto e Achille Bonito Oliva) che lo hanno reso celebre e con la grande capacità affabulatoria contraddistinta da chiarezza e schiettezza.
Giuseppe Pitrolo ha sollecitato Sgarbi sulla “scrittura” e, inevitabilmente, si è dato spazio a Gesualdo Bufalino e Leonardo Sciascia, entrambi amici di Vittorio Sgarbi che, in poche pennellate ne ha fatto un ritratto efficace e ammirato.
Il Maestro Scimone, in rigoroso accento veneto, ha voluto sottolineare l’importanza della musica e, in particolar modo, dei Conservatori, tema delicato che investe l’altrettanto delicato settore della formazione. Al termine il Sindaco di Scicli ha premiato con una scultura in bronzo di Carmelo Candiano il maestro Scimone, mentre a premiare Vittorio Sgarbi ci ha pensato proprio Piero Guccione invitato sul palcoscenico.

L’appuntamento si è concluso con un Concerto della Jazz Brass Orchestra che ha eseguito un repertorio di brani di musica classica, barocca, jazz, blues.

Lucia Nifosì

Nella foto in copertina, Vittorio Sgarbi seduto sulla sedia del sindaco di Scicli