Una capinera punteggia col suo canto le parole di resa di Giorgia Meloni.
di Redazione
Roma – Il video in cui ha dato l’onore delle armi al fronte del No lo ha registrato nel giardino di casa, al Torrino, quartiere Eur, a Roma. Giorgia Meloni, nella registrazione casalinga con cellulare, non si è avveduta del canto soverchiante di una capinera che punteggia le sue parole di sconforto per la cocente sconfitta elettorale. La prima da quando è premier.
Ma a pesare sul voto, oltre alla chiara difesa degli elettori della Costituzione e del ruolo di controllo della Magistratura, hanno pesato tante riflessioni, che sono il precipitato di fatti internazionali che hanno scosso la pubblica opinione.
La guerra in Iran, il totale, e imbarazzato allineamento del Governo alle politiche folli e bellicose di Trump, l’aumento del prezzo dei carburanti e il fallimento della politica economica momentanea e d’emergenza sulle accise. Circostanze tutte che hanno indotto un elettorato dormiente a svegliarsi e ad andare al voto per protesta contro il Governo.
Potrebbe interessarti anche...
Uno degli aspetti del fattore «sorpresa» è stata l’affluenza alle urne: una parte di elettori che a 15 giorni dal voto non veniva rilevata perché, semplicemente, non c’era. Si stimava una partecipazione del 55-56% al Referendum, alla fine è stata del 58,9%. Negli ultimi dieci giorni la partecipazione è aumentata del 10%, non si era mai visto uno scatto così. Chi ha votato lo ha fatto contro il governo, contro la sua politica nazionale e internazionale, contro Trump, per la paura della crisi. Quanti avevano previsto che una maggiore affluenza alle urne avrebbe favorito la parità non aveva capito nulla.
Alla fine ha vinto un voto borghese, istruito e metropolitano, giovanile, non degli arrabbiati, che pone il tema di un freno contro un possibile squilibrio di poteri.
© Riproduzione riservata
