Cronaca
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21/04/2026 00:17

Scuola, sospesa la supplente che ha tagliato i capelli a una studentessa

Per lei potrebbe arrivare anche il licenziamento.

di Redazione

Mestre, Venezia – Un lungo incontro a scuola durato tutta la mattina ha coinvolto tutti: le due studentesse, i loro genitori, la supplente (in servizio da circa due settimane) che durante la lezione aveva tagliato una ciocca di capelli alle due ragazze. È stata una lunga maratona la prima giornata di scuola della settimana per la preside Antonina Randazzo. L’obiettivo della dirigente dell’istituto «Giovanni Bellini» di Venezia-Mestre era provare a capire che cosa avesse scatenato una situazione così fuori controllo.

La sospensione
Alla docente è stata notificata la sospensione cautelativa in attesa della chiusura del procedimento da parte dell’ufficio scolastico regionale che arriverà solo nelle prossime settimane. «Il procedimento è stato avviato – aveva spiegato Marco Bussetti, direttore dell’ufficio scolastico regionale del Veneto – siamo stati informati della situazione dalla scuola. Vista la complessità ho chiesto che venisse attivata la sospensione cautelativa». Il caso della docente, che non è più in classe con gli alunni, arriverà anche all’ufficio scolastico regionale. L’aggiornamento arriverà nei prossimi giorni quando l’istruttoria della scuola sarà conclusa. A carico della docente, dopo il procedimento di sospensione cautelativa, potrebbe arrivare, qualora si verificasse la presenza di profili penali, anche il licenziamento. A indagare su questi aspetti saranno in primis i funzionari dell’ufficio scolastico regionale. E ovviamente la Procura, qualora i genitori optassero per una denuncia.

L’episodio
L’episodio «incriminato» risalirebbe alla settimana scorsa, quando la professoressa di Lettere, arrivata a scuola per una supplenza breve sarebbe andata in escandescenza di fronte all’ennesima richiesta di chiarimento di un’alunna di terza media. «Prof, quanto dev’essere lungo il riassunto?» avrebbe chiesto la ragazza. È a quel punto che la docente di lettere avrebbe inforcato una forbice tagliando alla giovane studentessa una ciocca di capelli lunga una decina di centimetri. L’azione avrebbe provocato le accese rimostranze di una sua compagna che avrebbe ricevuto a sua volta un’ulteriore sforbiciata. Da lì la mobilitazione dei genitori, infuriati.

Il mazzo di fiori
Il racconto di quei momenti non sarebbe univoco. La docente avrebbe certamente ammesso il gesto. Ma la lettura del suo comportamento da parte degli studenti avrebbe avuto due interpretazioni diverse. Il giorno dopo l’episodio gli studenti della terza media coinvolta avrebbero portato in classe alla docente un mazzo di fiori, forse per scusarsi di un comportamento inadeguato (il loro) che le aveva fatto perdere completamente le staffe. Una mamma fuori dall’istituto aggiunge: «È incredibile che una docente possa fare una cosa del genere, è pazzesco. Penso però anche che vada capito bene cosa stesse succedendo in quella classe in quel momento è chiaro che niente giustifica un’azione del genere ma si sa come sono i ragazzi, specialmente con i supplenti: terribili. Sono molti gli episodi in cui a questa età i ragazzi provocano i docenti fino allo sfinimento di sicuro però non ci sono dubbi sulla gravità dell’azione della docente. Anche perché è lei l’adulto di riferimento». Tutti i genitori dell’istituto sono sconcertati. Parlano di «danno pesante arrecato alla dignità dell’Istituto».

Le parole della preside
«Sul fatto non ho altro da aggiungere, in quanto questa istituzione scolastica e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto hanno provveduto per quanto di loro competenza – ha detto Antonina Randazzo, preside dell’istituto – sulla ricchezza della proposta formativa della scuola parlano tutti i progetti presenti nel nostro piano triennale dell’offerta formativa. È un’offerta fatta di proposte didattiche, anche extracurricolari, varie ed estremamente formative, di accoglienza e di apertura a famiglie e territorio. Per rispettare il lavoro di docenti, alunni, genitori, collaboratori scolastici e segreteria, oltre al mio, l’unica dichiarazione ulteriore che posso fornire è che, fatto salvo il dovere di cronaca, che è stato dai mezzi di comunicazione più che ampiamente garantito, ora ciò che occorre a questa comunità scolastica è il ripristino, al più presto, della serenità dell’ambiente in cui operiamo, affrontando ogni giorno, in quanto comunità educante, situazioni complesse e impegnative, azioni per le quali ci piacerebbe un riconoscimento pubblico e una risonanza pari a quelli avuti da questa notizia, o almeno un ambiente tranquillo nel quale proseguire nel nostro quotidiano, amorevole e faticoso lavoro».