Attualità
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28/02/2008 14:19

Se Beppe e Rosario andassero a votare…

di Redazione

Beppe Grillo e Fiorello invitano gli italiani a non votare. Non è un esempio di democrazia, né di maturità civile e in fin dei conti non fanno gli interessi degli italiani, di nessuno.
La nostra pur fragile democrazia, ha delle regole costituzionali di garanzia e chi si pone al di fuori di esse non rende un buon servizio al Paese. In Italia il dissenso ed il consenso si esprimono col suffragio universale.
Eugenio Scalfari ha usato parole forti quando ha tacciato Grillo di ”terrorismo”, di essere un sovversivo. Ma la sostanza del discorso di Scalfari, è in buona parte sorretta da considerazioni condivisibili.

Il sistema dei partiti, paradossalmente, non si può scardinare che con …un partito. Nuovo, diverso o come lo si vuole concepire in piena libertà.
La democrazia che Grillo non pondera a sufficienza, gli assicura la libertà di entrare in politica, come ha fatto, e se vuole, di fondare un “anti-partito”. Nel rispetto delle regole di funzionamento del nostro Stato.
Chiunque si pone al di fuori di questa ottica corre il rischio di trovarsi fatalmente oltre le regole della Democrazia e la deriva non è prevedibile.
Da qui a dire che “così ebbe inizio il fascismo” c’è un po’ di strada, ma il concetto è valido.
Ma la considerazione più immediata e grave che consegue all’invito a non votare, esternato dai due personaggi del mondo dello spettacolo (e in quanto tali bravissimi), è che, come molti italiani pensano, votare sia inutile. Non è assolutamente vero.
Questa è la considerazione più grave, tra quelle possibili, perché implica l’assunto che non ci sia, non un partito, ma una Persona per cui votare.
L’attuale legge elettorale non sprona i partiti ad una selezione accurata dei candidati, anche se in questo primo scorcio di campagna elettorale si intravede uno sforzo in tal senso.
L’idea che in Campania o in Sicilia non ci siano candidati da votare, va rifiutata, non per il facile e banale corollario che c’è sempre un male minore, ma per la certezza che ci può essere, che deve esserci un cambiamento di cui tutti devono sentirsi protagonisti.
La partecipazione al voto di coloro i quali non si sono schierati può fare la differenza, basti guardare i risultati delle ultime politiche.
Grillo e Fiorello riflettano sul fatto che quelli che danno il loro consenso alla camorra o alla mafia, andranno a votare senza dubbio. Loro si.
Se la società civile diserterà le urne, il voto di scambio, del malaffare mafioso e camorristico, il voto estorto a chi ha bisogno del “favore”, avrà più peso matematico e politico. Un peso insopportabile.

Fonte: Siciliainformazioni.com