Economia
|
21/12/2010 21:29

Se chiudono i 5 stelle a Taormina…

La spiegazione ufficiale è che si faranno delle ristrutturazioni

di Tony Zermo

Grand Hotel Timeo a Taormina
Grand Hotel Timeo a Taormina

Taormina – Chiudono dopo Capodanno i grandi alberghi a cinque stelle di Taormina. Ed è la prima volta che accade. Chiudono il San Domenico, il San Pietro, il Timeo, i tre hotel a mare, forse resterà aperto solo il Metropol. La spiegazione ufficiale è che si faranno delle ristrutturazioni in attesa della riapertura pasquale, ma in realtà è che non sono previsti grandi convegni né manifestazioni di richiamo.

E’ la prima volta che accade in blocco. Negli anni passati qualcuno chiudeva i battenti, qualche altro no, stavolta si tratta di tutti gli hotel a cinque stelle: il San Domenico che nella sua storia non aveva mai sbarrato il portone, il San Pietro, il Timeo, ovviamente gli hotel a mare della catena Platinum di Pulvirenti, cioè Atlantis Bay e Mazzarò Sea Palace, e il La Plage. Forse resterà in funzione il Metropol, che ancora non ha dato alcuna segnalazione all’Azienda di soggiorno e turismo. Resterà aperto il 4 stelle dell’hotel Diodoro e qualche altro, «ma l’offerta sarà molto bassa», dice Sebastiano De Luca, presidente siciliano di Confindustria alberghi.
Gli alberghi riapriranno tutti ad aprile per Pasqua, nel frattempo il personale sarà licenziato e percepirà il sussidio di disoccupazione in attesa di tornare a lavorare fra tre mesi.
La motivazione della chiusura non è chiara e limpida, si parla di ristrutturazioni, ma in tre mesi non è che si possa fare molto. La verità è che comincia la bassa stagione, c’è anche difficoltà (attuale) nei trasporti aerei e che a Taormina non sono previsti grandi convegni, né c’è ancora il campo da golf di Trappitello. Eppure, Taormina era data in ripresa contrariamente al trend nazionale. Ha tamponato l’emergenza, ma la crisi morde ancora nella speranza che con il nuovo anno si possa tornare a una crescita a due cifre come accadeva in tempi non lontani.
Comunque non è un segnale confortante, perché se un vip vuole svernare a Taormina con la famiglia non trova cinque stelle aperti, mentre ad esempio il castello di Donnafugata nel Ragusano non chiude, così come il resort di Rocco Forte a Sciacca che ha in programma un grande convegno dell’Audi. Tra l’altro queste due strutture di prestigio nella fascia sud dell’Isola contano sull’attività dei loro campi da golf, uno sport che si può fare benissimo nei mesi invernali, quando al Nord il freddo congela le competizioni.
Nemmeno gli alberghi di Siracusa chiudono, perché, a ben guardare, se c’è un posto dove andare in vacanza d’inverno è proprio la Sicilia. Basta vedere cosa succede al Nord con le strade ghiacciate e impercorribili e gli aeroporti chiusi o a mezzo servizio. Ecco perché non comprendiamo la decisione degli albergatori taorminesi, visto che proprio Taormina in tempi passati era in testa al turismo invernale proprio per il suo clima temperato.
Così, mentre le altre località reggono in qualche modo, in attesa del risveglio pasquale, la Perla dello Jonio si rinchiude in se stessa perché non è stata capace di attrarre convegni (eppure ha un bel Palazzo dei congressi), né di propagandare a sufficienza il suo marchio e le sue attrattive. Non è pensabile che il punto di riferimento più importante del nostro turismo non riesca a sfruttare la stagione invernale con lo stupendo panorama dell’Etna imbiancato e della scintillante baia di Naxos. Ci sarebbe stato bisogno di un pacchetto settimanale a prezzi competitivi invece di chiudere baracca e burattini.