Attualità
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12/01/2011 22:31

Se Dan Peterson allenasse il Canicattì

O il Caropepe Valguarnera...

di Redazione

«Lo manderei ad allenare a Canicattì…». Parola di Dan Peterson, il guru del basket mondiale, una specie di Mourinho della pallacanestro, che – facendo ovviamente una battuta – ha parlato di se stesso e del presidente dell’Olimpia Milano, la squadra più titolata d’Italia che quest’anno contende lo scudetto al Siena. 
Stavolta però il messaggio è stato stampato – e non è la prima volta – sul maggiore quotidiano sportivo del Paese e cioè la Gazzetta dello Sport. A scendere in campo per difendere Canicattì – è proprio il caso di dirlo, visto che svolge la professione di avvocato – è stato il presidente della Gaudium Basket, Calogero Meli. Del resto, in particolare per i milanesi, dire «a Canicattì» è come indicare un luogo sperduto e forse inesistente. Una battuta che però non è passata inosservata e che è stata rilanciata proprio dal presidente della squadra di basket di Canicattì, quella vera, che milita in serie C. Calogero Meli ha lanciato una simpatica sfida a Dan Peterson al quale ha scritto una lettera: «Perché non venite a giocare a fine campionato un’amichevole a Canicattì, così capirete che esistiamo? Per noi e per il nostro piccolo Palasport sarebbe una giornata storica». Peraltro le strade di Canicattì e Milano si incroceranno molto presto perché a metà marzo la Gaudium, in quanto capolista del campionato, farà le final eight di Coppa Italia proprio al Palalido. 
Meli ha invitato Dan Peterson ad assistere a quelle gare per conoscere meglio la realtà di Canicattì: «E se accetteranno di fare l’amichevole contro di noi – ha concluso il presidente – vinceranno di sicuro ma vedranno che venderemo cara la nostra pelle».
Va da sé che i milanesi continueranno lo stesso a usare il toponimo Canicattì per indicare un posto sperduto, un po’ come gli agrigentini usano l’intramontabile Carrapipi.