Attualità
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30/06/2011 13:39

Se il lusso è un diritto. Lo slogan Lancia per la nuova Ypsilon

L'essere marito di Monica Bellucci può far confondere

di Saro Distefano

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Vincent Cassel, Lancia Y
Vincent Cassel, Lancia Y

Ragusa – La pubblicità l’avevo notata. Ma sotto forma di pagina intera del settimanale L’Espresso. E per tale motivo, pur notandola, appunto, non ritenevo doverne scrivere. L’Espresso ha infatti un preciso target di lettori, pensai allora, ovvero adulti maschi di media-avanzata età, livello scolastico superiore, orientati politicamente in maniera verosimilmente “progressista”. Insomma, fu allora la mia riflessione, tutta gente che comprende perfettamente come in questo caso la pubblicità abbia forzato la mano, come del resto tante altre volte.

Ma quando quella stessa identica pagina del settimane l’ho rivista sotto forma di manifesto seipersei nella larga strada alla periferia della mia città, strategicamente (?) montato proprio davanti l’ingresso di uno dei più frequentati quanto popolari supermercati cittadini, allora pensai che forse è il caso di scrivere, a vantaggio dei miei quattro lettori.

Per chi non avesse ancora visto il cartellone, offro una foto da me scattata e quindi di qualità bassa. Ciononostante perfettamente distinguibile. C’è un ragazzo, probabilmente più che un ragazzo, forse un quasi quarantenne, vestito in maniera oggi si direbbe casual ma più che dignitosa, con una candida camicia aperta sul petto villoso, capelli corti e barca lunga, avambracci molto muscolosi ma non palestrati, bocca semiaperta ed espressione da bulletto o comunque da “duro”. Tant’è che la postura è leggermente abbassata in avanti, con fare semi-minaccioso e soprattutto la mano destra che quasi massaggia la sinistra, quasi come per sciogliere un leggero dolore alle falangi provocato da un pugno appena assestato sul muso di un avversario.

Sulla destra del manifesto è invece l’oggetto pubblicizzato, cioè una automobile, inquadrata – com’è normale in questo tipo di reclame – di tre quarti dal muso verso la coda. Apprendiamo, leggendo, che si tratta della nuova, ultima versione della celeberrima Lancia Ypsilon, venduta da ormai venticinque anni e sempre molto bella, signorile, elegante, la tipica macchina utilitaria ma fornita di tutti gli optionals, quella, insomma, che compra la professoressa sposata col medico.

Sopra la foto dell’automobile, per tutta la sua lunghezza, campeggia in eleganti e smilzi caratteri quello che potremmo definire lo slogan: “il lusso è un diritto”.

In tutta sincerità, non comprendo. Cosa vorrebbe dire. Cosa vorrebbe significare. A chi si rivolge il “creativo” che ha confezionato il manifesto e soprattutto lo slogan, cosa vuole ottenere l’azienda automobilistica che ha – evidentemente – approvato l’idea di questo creativo. Io, confesso, non ho compreso. Il lusso, fino a prova contraria, è tale, cioè un lusso, non certo un diritto.

Appare però evidente che l’agenzia pubblicitaria e il committente un effetto lo hanno ottenuto: quello di far parlare dello spot.

Apprendo adesso due fondamentali particolari riguardo la pubblicità di cui sopra. Il primo: lo spot è in onda anche sui canali televisivi nazionali. Io non l’ho ancora visto, ma persone di fiducia mi spiegano che si tratta di una trentina di secondi con attore lo stesso del manifesto che parla di lusso, appunto, gioielli, liquori, vita bella. Del tutto incomprensibile, mi dicono.

E infine la seconda nota, che mi fornisce mia moglie. Quello che ho finora descritto e individuato come “l’attore”, è certamente tale, ed è, a detta di mia moglie, particolarmente brutto. E poi – ma non c’entra nulla col fatto che sia brutto – è anche francese, si chiama Vincent Cassel ed è il marito di Monica Bellucci, la più bella donna italiana. Ecco spiegato perché fa confusione tra lusso e diritto.