di Redazione
CAPACI! Un luogo dove il tempo per un attimo si è fermato, luogo della memoria ma anche della rabbia, momento che racchiude il ricordo di una Sicilia piegata nel suo uomo migliore.
16 anni fa veniva assassinato Giovanni Falcone con la moglie e gli uomini della sua scorta. Ancora è possibile udire le parole cariche di pathos e velata impotenza di chi, come Rosaria, moglie di Vito Schifani, ombra di Falcone, dal pulpito ci urlava la rabbia di chi ha perso l’uomo di una vita, ma ha saputo reagire e lottare.
Dopo tre lustri di “rumore” e testimonianza, è il momento di mandare un segnale forte e deciso: inasprimento e certezza della pena; più potere alla commissione parlamentare antimafia; entrare nei santuari della Mafia(le banche), colpirla dove fa più male, confiscandone ogni bene; e cercare di cambiare prospettiva, assicurando una degna educazione alla legalità fin dalle scuole elementari. Il vento nuovo che la strage ha portato inevitabilmente seco, in una terra dilaniata ma mai completamente assuefatta, va alimentato quotidianamente, con azioni forti, con una presa di coscienza che il nemico è forte, ma non imbattibile; è pericoloso, ma adesso che le coscienza si risvegliano inizia ad aver paura.
Oggi simbolicamente mi piace ricordare quelle donne e quegli uomini dall’alto senso civico, che hanno creduto senza mai timori reverenziali di sorta che un futuro migliore può esserci. Chi come Falcone, Pio
Oggi la memoria ha un peso specifico particolare perché ci ricorda la necessità di mettere in gioco se stessi completamente.
16 anni fa moriva un grande uomo di stato, un siciliano coraggioso, il ritratto di una terra che non si arrende e combatte, si divincola e chiede giustizia.
E’ una lotta in cui si può vincere e si può perdere, ma non si può accettare il compromesso…
Il segretario del PD Pozzallo
Ennio Ammatuna
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