Attualità
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24/06/2013 23:41

Seduto al City ad aspettare Federico Piccitto

Cronaca di un pomeriggio normale

di Giuseppe Savà

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Federico Piccitto al City
Federico Piccitto al City

Ragusa – La signora accanto guarda la mia maglietta colorata.

“In dieci anni hanno distrutto Ragusa. Solo calcestruzzo abbiamo visto”.

 

Incrocio Barbara, siamo amici su Facebook ma non ci siamo mai visti dal vivo, e nascosta dagli occhiali da vista non la riconosco. Chino lo sguardo in segno di imbarazzo. Cerco altro. Devo fotografare Federico Piccitto.

 

Sbatto distrattamente contro una donna: “Scusi, signora…” E’ una mia amica immobiliarista, militante storica dell’Mpa.

“Che ci fai tu qua?”

“Sai, venerdì sera ho sentito Federico parlare, e da tre giorni sono una sua sostenitrice”.

Poco più in là Peppe Calabrese posa al semaforo con la faccia terrea, di chi chiede di essere svegliato da un incubo. C’è sua moglie accanto e non ha alcuna sveglia da puntargli.

 

Il Comitato elettorale di Giovanni Cosentini, in via Tenente Lena, sembra un Bar dello Sport dove si commenta il 4 a zero subito a fronte di un 1 secco messo in schedina.

Sicuri, sicuri a primo turno. Poi di nuovo sicuri. Sicuri a secondo turno.

Sicuri. Come il Catania.

 

La città ha covato rancore contro questa classe politica, disposta a denigrarsi per anni a suon di contumelie, e ad andare a letto, pubblicamente, per mero sesso. Che tradotto vuol dire potere.

 

La sindacatura non viene trasmessa per discendenza diretta, è l’intuizione che manca all’ex sindaco Dipasquale, non è feudo, regalia, da elargire agli eredi.

 

La sindacatura è esercizio. Esercizio di leadership, di credibilità.

 

Lo sanno bene i salesiani, che hanno sfornato in dieci anni Tonino Solarino e ora il grillino Federico.

 

Già, Federico, dov’è Federico?

 

E’ arrivato ma io non me ne sono accorto.

 

E’ uno, fra i tanti.

 

Nessuno lo lancia in aria, nessuno gli fa il codazzo, nessuno lo adula.

 

Qualcuno lo saluta, come lo avrebbe salutato due mesi fa.

 

Anche questa è Ragusa.

 

Nella sua normale vicenda elettorale, Piccitto è diventato il fenomeno di marketing politico più importante in Italia. Non c’è giornale, televisione, media che nei prossimi cinque anni non verrà a Ragusa a spiare il modello Piccitto, il salesiano convertito al grillismo.

 

Lui, Federico, sembra non sentirne il peso.

 

“Al City c’è una festicciola di battesimo, meglio non disturbare la famiglia che aveva prenotato il locale.

 

Per oggi l’aperitivo lo prendiamo al Prima Classe”.