Attualità
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02/05/2012 20:34

Senza cultura niente sviluppo. Lo sanno i ventuno candidati sindaco iblei?

L'appello del Domenicale

di Saro Distefano

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Il Domenicale
Il Domenicale

Ragusa – Non ho indagato più di tanto, e perciò potrei anche fare una pessima figura. Motivo per cui intervento subito mettendo le mani avanti con una bella frase fatta: “fatto salvo mio errore”.

Quindi, fatto salvo mio errore, non mi pare di avere visto nessuno dei candidati sindaci della nostra provincia fare riferimento, meno che mai aderire, all’ormai famoso appello lanciato dalla “Domenica del Sole24Ore”.

Il “Domenicale”, com’è più comunemente conosciuto, è considerato il migliore e più autorevole inserto culturale d’Italia. Esce la domenica in allegato al quotidiano economico di proprietà della Confindustria. Circa due mesi fa, il Domenicale ha lanciato una campagna chiamata “Senza cultura niente sviluppo”, alla quale hanno aderito migliaia di intellettuali italiani, uomini e donne che hanno capito quello che Tremonti si ostina a non capire (e come lui tantissimi altri politici, soprattutto quei leghisti che in epoca tremontiana erano il simbolo dell’onesta selvatichezza, e poi sappiamo com’è andata a finire): la cultura paga. Il sapere crea economia. Non è veo che “la cultura non si mangia” come disse quel ministro dell’Economia del governo Berlusconi. Anzi, è vero esattamente il contrario: la cultura produce ricchezza anche in quei paesi dove di cultura c’è poco, soprattutto con riferimento alla cultura (storica, architettonica, monumentale, ambientale et cetera) che invece abbonda in Italia.

Insomma, il Domenica ha fatto il suo ottimo lavoro: ha lanciato una campagna per convincere la classe dirigente a impegnarsi affinché nel nostro Paese la riprese economica riparta proprio dalle attività culturali latu sensu.

Adesso, posto che la nostra provincia non fa eccezione in Italia, è cioè fortemente fornita di potenziali risorse economiche legate alla cultura e all’attività culturale, reputo giusto che i ventuno candidati sindaci di Scicli, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso prendano coscienza di questa campagna e – se lo reputano opportuno – anche aderirvi, impegnandosi, nel caso di elezione allo scranno più alto del palazzo comunale, a perseguire politiche culturali adatte alla ripresa economica che significa anche, nel caso qualcuno lo avesse dimenticato, risveglio sociale, frenata se non blocco della decadenza morale di tutti noi disgraziati cittadini di un Paese che chissà per quale stranissimo disegno celeste si ritrova ad essere quello con il maggior patrimonio artistico-culturale del mondo e a non fruirne, intelligentemente e quindi anche economicamente, se non per una parte ridicolissima.

Nell’attesa che i vertici nazionali si sveglino, si può provare a ripartire dal basso. Anche dal basso di piccole città dell’ultima provincia italiana. Se poi anche solo uno dei ventuno candidati sindaco avesse aderito o anche solo cennato alla campagna del Domenicale, allora rimangio tutto quanto scritto e corro a stringere la mano al candidato che mi auguro (tenuto anche conto che io voto a Ragusa) possa nel frattempo essere eletto. Sarebbe un bel segnale di speranza.