Tre arresti, ma sono cinque in tutto gli indagati
di Redazione
Vittoria – Traditi dall’antifurto satellitare della Panda nera.
Emergono nuovi elementi dalle indagini sul rapimento e la liberazione del diciassettenne Gaetano Nicosia, figlio di un imprenditore di Vittoria, sequestrato il 25 settembre.
Decisiva si è rivelata l’utilitaria utilizzata per il blitz, una Panda nera dotata di antifurto satellitare.
Secondo quanto riferito dall’Agi, il dispositivo ha permesso agli investigatori di ricostruire la dinamica dei fatti, con tempi di percorrenza di andata e ritorno risultati compatibili.
Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati per sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso.
Come si ricorderà, il 2 dicembre i tre presunti responsabili del rapimento, sono stati arrestati: Gianfranco Stracquadaini, 50 anni, Stefano La Rocca, 23 anni, e Giuseppe Cannizzo, 41 anni. I tre, oltre per il rapimento avvenuto lo scorso 25 settembre, sono stati arresti con l’accusa di furto aggravato, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Stracquadaini era già stato arrestato nell’ottobre scorso dopo un anno di latitanza che era cominciato nell’aprile del 2024, dopo un tentato omicidio ai danni dell’ex collaboratore di giustizia Roberto Di Martino, del clan Carbonaro Dominante.
Il giovane era stato prelevato con la forza mentre si trovava con alcuni amici, costretto a salire sull’auto e condotto in un casolare privo di elettricità.
La sera del 26 settembre, nei pressi del mercato ortofrutticolo, è stato rilasciato e abbandonato in strada: si è incamminato a piedi, poi ha incontrato un amico che lo ha soccorso e lo ha accompagnato al commissariato di Vittoria.
Secondo la Procura distrettuale antimafia di Catania, il sequestro sarebbe maturato nell’ambito della “stidda” con l’obiettivo di ottenere un riscatto da un milione di euro.
Attraverso la targa della vettura, gli inquirenti hanno ricostruito i movimenti del gruppo, risalito ai presunti autori e individuato altri due mezzi impiegati.
Restano tuttavia aspetti ancora da chiarire, a partire dalla ragione della liberazione: non emergono evidenze del pagamento di un riscatto, e l’interrogativo rimane aperto.
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