di Redazione
Formazione, organizzazione, efficienza, efficacia, economicità in parole povere logiche aziendali applicate al mondo dello sport.
Inizia nell’estate del 2006 l’esperienza di Sergio Tumino, imprenditore ibleo affermato nel SudEst siciliano da oltre un decennio nel settore dell’automobile, a capo della Nova Virus Ragusa, società di basket le cui formazioni militano la maggiore una in serie C1, l’altra, composta solo da ragazzi del vivaio, conosciuta come Fortitudo, in serie C2.
Gli ultimi tempi avevano riservato più di un’amarezza agli sportivi iblei. Da quando gli enti pubblici, per i noti tagli di bilancio, sono stati costretti a ridurre drasticamente i contributi alle società sportive, il mondo dilettantistico è andato in crisi. I presidenti delle società sportive, spesso trascinati dalle pressioni delle tifoserie, e dall’indubbio amore per le loro squadre, hanno commesso passi falsi costati cari al mondo agonistico della provincia.
Sergio Tumino, forte di un’esperienza che da Ford, passando per l’acquisizione di marchi come Volvo, Suzuki, Land Rover, mazda e ora in provincia di Siracusa, anche di Fiat e Lancia, ha trasferito il proprio modello di organizzazione aziendale a una società sportiva. La Nova Virtus Ragusa.
Complice evidentemente un’antica passione, e amicizie durature nel mondo del basket ibleo, oltre a un giovane figlio che calca i parquet sulle orme del papà, Tumino ha coinvolto una trentina di imprenditori e professionisti iblei che amano la pallacanestro, in un progetto ambizioso, che sin dal primo momento ha deciso di tenere ben saldi i piedi a terra.
La Nova Virtus sposa i principi cardine delle aziende di Tumino: efficienza, efficacia, economicità, logica aziendale, ovvero, nel caso della società sportiva, bilanci in pareggio. Senza voler con questo sminuire l’importanza del risultato agonistico, quando questo finisce con l’essere l’unico obiettivo si rischia di perdere di vista la sanità dei conti della società. Barra dritta al centro, quindi, con un occhio ai risultati e l’altro alla cassa.
Nasce così il doppio investimento, quello sul settore giovanile, al fine di dare l’opportunità di un’occasione nuova di socialità ai giovani iblei, e dall’altro la prima squadra, oggi terza in classifica in serie C1, con l’obiettivo, neanche tanto nascosto, di fare il salto di categoria.
E’ naturale chiedersi come l’esperienza acquisita nel mondo della commercializzazione delle auto, e dell’assistenza nel post vendita, abbiano potuto rappresentare un “software applicabile” alla Nova Virtus. Non c’è dubbio che il comune denominatore delle due esperienze imprenditoriali di Tumino siano alcune parole chiave: lavoro di gruppo, confronto continuo, capacità di mettersi in discussione e di apprendere anche da chi si reputa meno bravo di te.
In un mondo fatto spesso di solisti, di mancati mister depositari della “formazione perfetta”, non è stato facile introdurre l’idea di organizzazione del lavoro. Oggi, attorno alla Nova Virtus, lavorano, dietro il compenso di un rimborso spese, secondo il principio del volontariato, e della passione, venticinque allenatori, una quarantina di persone in tutto, se si comprende la dirigenza della società, che offre opportunità di gioco e di formazione agonistico-sportiva a quattrocento giovani ragusani.
Ma il progetto della Nova Virtus non si ferma a Ragusa. Di recente sono sorte collaborazioni con le società cestistiche di Comiso, Modica, Caltagirone, e finanche Belpasso.
Ciò, in vista del reclutamento esterno rispetto all’area iblea, obiettivo che imporrà la necessità di realizzare una foresteria, oggi esistente in misura minimale.
Ma qual è l’obiettivo ultimo della Nova Virtus? Far nascere una Scuola del Basket in provincia di Ragusa. Perché se oggi è esaltante vedere ragazzi della generazione 1991, 1992, imporsi con successo nelle giovanili, un domani questo potrà diventare regola e prassi per tanti altri loro coetanei.
Organizzazione, efficienza, logiche aziendali applicate al mondo dello sport, ma soprattutto formazione. Non è un caso che il presidente Tumino abbia chiamato accanto a se, per i ciclici corsi di formazione degli allenatori della società, nomi come Ninni Gebbia. Perché è nella formazione continua che si ottengono i risultati più significativi nel creare nuove classi di sportivi e di cittadini.
Trenta imprenditori ragusani, affiancati dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa, e in misura minore, ma non per questo meno importante dal Comune di Ragusa, hanno ridato a questa provincia il diritto di sognare, di essere presente in maniera competitiva nel mondo sportivo regionale, e in futuro, chissà, nazionale. In maniera credibile, graduale, ragionata.
Come in un’azienda che pianifica gli obiettivi sulla disponibilità reale di risorse private, secondo il principio dei passi piccoli. Ma solidi.
E la Nova Virtus oggi è diventata un riferimento anche per realtà sportive che ricadono negli altri comuni iblei, sino ad attingere collaborazioni in provincia di Catania. Segno che quando una macchina organizzativa funziona, diventa essa stessa fulcro e motore di ulteriore crescita per gli altri.
Un modello organizzativo esportabile, e replicabile all’infinito. Solo disponendo di umiltà e capacità di ascolto.
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