di Redazione
Scicli –
Piuttosto che fare un nuovo errore, meglio un progetto in punta di matita, che citi in maniera esplicita il vecchio convento dei Gesuiti.
Sulla nuova funzione da inserire al posto della scuola nessun dogma: “Palazzo Chigi ha cambiato funzione -dice con fare sbrigativo Sgarbi-. Da residenza privata è diventato luogo che ospita i nostri uomini di governo. Anche la Lipparini potrà cambiare funzione”.
“La commissione che presiedo farà presto. Non sono simpatizzante dei concorsi internazionali, non so se i partecipanti hanno inteso che la città di Scicli è sacra e la sua memoria deve essere preservata nelle linee essenziali della sua tradizione. Occorre una filosofia di grande umiltà, che il nuovo non si veda in alcun modo, se non nel senso di una continuità, di una ricostruzione. Le mie idee su questo punto sono precise. I risarcimenti, che possono essere talora ricostruzioni, come è stato col Petruzzelli, con la Fenice, valgono anche per quei teatri all’aperto che sono le piazze. Non puoi riprodurre un altro errore, non puoi pensare di fare una cosa più bella di quella fatta nel Settecento. Spero in un progetto che abbia l’umiltà di farsi vedere poco, di creare un neutro nella piazza”. E l’accusa di falso storico?
“Non c’è nessun falso storico, la storia è tutto un falso: si chiama Ri-Nascimento, Neo-Classico, non possiamo definire la Fenice un falso storico, è una ricostruzione. Ero presidente della Commissione Cultura quando col ministro d’allora Paolucci stabilimmo come era e dove era il Teatro, l’unico principio di ricostruzione in un centro storico. E’ evidente che il “come era” non possa essere mediato attraverso una copia pedissequa, meccanica; il falso storico è un’invenzione degli architetti. Cervellati è il massimo sostenitore della ricostruzione, l’architetto inglese Krier ha una posizione simile. Il tema non è il falso storico, ma la caricatura. Serve ricostruire con misura e in rapporto con lo spazio”. La rifunzionalizzazione? “Palazzo Chigi un tempo era meglio di quello che oggi ci capita dentro, un palazzo privato è diventato luogo del potere pubblico. Le case che hanno mantenuto nel tempo le funzioni di case, quelle sì, sono un santuario. Perché hanno mantenuto l’anima”.
Giuseppe Savà
L’intervista a ScicliNews:
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