Attualità
|
23/06/2007 00:00

Si profila un’emergenza rifiuti

di Redazione

La provincia di Ragusa rischia di andare incontro a un’autentica bomba ecologica ma l’Ato Ambiente non riesce ancora a riunirsi. Il centrodestra deve ancora chiudere l’accordo sull’attribuzione del sottogoverno e la struttura consortile chiamata a gestire i rifiuti rischia di condurre l’intera provincia verso il baratro.
Nella sala del consiglio provinciale ieri è parso evidente perché gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) in Sicilia non possano decollare. Una buona intuizione (gestire a livello di comprensorio l’acqua e i rifiuti) si scontra con una classe dirigente che ha pretese più basse. Il risultato è che la Regione si accinge, almeno sui rifiuti, a innestare la marcia indietro restituendo le competenze ai comuni.
Il presidente Tuccio Di Stallo, essendo stato espresso da una maggioranza che non è più tale, ha già da qualche settimana annunciato l’intenzione di passare la mano ma il centrodestra non ha ancora provveduto a individuare il suo successore. Di Stallo rimarrà in carica sino a giorno 26, poi consegnerà le chiavi della struttura, ai sindaci e al presidente della Provincia.
Mentre la politica si trastulla con il manuale Cencelli, la situazione rischia di precipitare. Di Stallo ieri ha parlato di «provincia polveriera» e della possibilità di replicare le tristi scene della Campania. Con un’aggravante: in provincia di Ragusa l’emergenza potrebbe esplodere in agosto e nessuno osa immaginare cosa significhi la spazzatura che “frigge” sotto il sole dell’estate siciliana. Le discariche di Scicli e Ragusa hanno infatti pochi giorni di vita e non si sa se Vittoria sia in grado di ospitare i rifiuti provenienti dall’intera provincia. Una vera emergenza.
Il posto di presidente dell’Ato spetta ad Alleanza nazionale (Saverio La Grua o Giovanni Vindigni i candidati più accreditati). Prima di procedere alla loro nomina bisogna però completare gli organigrammi di Iacp, Consorzio universitario, Ato idrico, Asi e di tutti gli enti che promanano in qualche modo dalla Provincia. La nomina delle figure di vertice è in mano al centrodestra che esprime la maggioranza dei sindaci. Attualmente è in corso un braccio di ferro tra Forza Italia e Alleanza nazionale sulla presidenza del Consorzio universitario che blocca tutto. Ieri il presidente di Alleanza nazionale, Carmelo Incardona, ha usato tutti i decibel in suo possesso per criticare gli atteggiamenti di Forza Italia, forte di un asse con l’Udc che gli riconosce «il diritto di indicare i soggetti che andranno a ricoprire due vertici partecipati dalla Provincia».
Nei fatti, Udc e An tentano all’angolo Forza Italia che rilancia con il senatore Giovanni Mauro: «Serve un vertice di tutti i partiti che hanno contribuito all’elezione di Antoci che tutti partecipano agli indirizzi e alla gestione degli enti che promanano dalla Provincia».
A viale del Fante si continua, così, con la politica di Penelope. Ieri, ben 38 giorni dopo le elezioni, la giunta provinciale è stata finalmente completata con l’inserimento degli assessori indicati da Alleanza nazionale. Giuseppe Alfano e Giovanni Venticinque hanno già giurato e partecipato alla riunione di giunta che ha approvato il bilancio consuntivo 2006 e di previsione 2007. La giornata di ieri ha segnato però tutto fuorché un ulteriore passo avanti.