Venerdì 27 maggio 2011 ore 19,30 – Scicli, Chiesa di San Giovanni Evangelista.
di Redazione
Scicli – La Delegazione FAI di Scicli, per il secondo anno, partecipa al Progetto Nazionale del FAI – Fondo Ambiente Italiano, intitolato Puntiamo i riflettori con cui è scelto un bene architettonico o naturalistico da illuminare; è la luce della conoscenza, contrapposta all’oblio.
Il Bene identificato diventa così l’oggetto principale dell’attenzione e delle cure della Delegazione, durante la sua attività dell’anno.
Il fine è di segnalare uno stato di abbandono o di degrado e di operare per restituire all’oggetto della nostra attenzione dignità e destinazione che gli competono.
“ A tale scopo, racconta la Capo Delegazione di Scicli, Rosalba Vindigni Bellassai, noi della Delegazione abbiamo puntato i nostri riflettori sui Paliotti della Chiesa di San Giovanni Evangelista, considerati Beni minori ma che nella realtà, tali non sono, perché i loro contenuti culturali locali risvegliano attorno ad essi importante consenso emotivo e culturale.
Abbiamo avviato così, una campagna di raccolta fondi durante le nostre attività annuali, tentando un’opera di sensibilizzazione presso aziende ed Enti locali e presso gli stessi cittadini per provvedere ai più urgenti restauri”.
La Delegazione ha restaurato quest’anno uno dei quattro Paliotti degli Altari laterali e lo riconsegnerà alla cittadinanza Venerdì 27 maggio 2011, alle ore 19,30 presso la Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli.
Il Paliotto ha la peculiarità di essere dipinto su cuoio occupando uno spazio di circa un metro per due raffigurante soggetti sacri, e contornato da motivi floreali.
Cronologicamente esso è databile intorno alla metà del settecento e si presentava in condizioni ammalo rate da cattivo stato di conservazione.
L’intervento di restauro eseguito dalla restauratrice Gaetana Ascenzo ha riportato il Bene al suo originario splendore e durante la riconsegna la restauratrice spiegherà le varie fasi di intervento.
All’evento relazionerà la Dott.ssa Roberta Civiletto, storica dell’arte dell’Università di Palermo.
Il FAI vuole trasmettere a tutti un messaggio di partecipazione diretta perché tutti possano essere attori e non spettatori e che tutti in collaborazione con il FAI fanno qualcosa di concreto e di duraturo.
© Riproduzione riservata