di Redazione

Palermo, 28 gen. Associazioni di categoria contro l’impugnativa della Legge Finanziaria della Regione Sicilia. “La finanziaria regionale conteneva pochi articoli in favore del mondo produttivo e dello sviluppo. E quel che c’era è stato impugnato dal Commissario dello Stato con la conseguenza di un danno incalcolabile per le imprese”. E’ quanto denuncia il tavolo regionale per la crescita e lo sviluppo, che riunisce 11 associazioni di categoria (Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria e Legacoop). “Il segnale che ne deriva dicono all’unanimità i componenti del Tavolo è uno solo: ancora una volta le imprese vengono penalizzate con il rischio che vengano fatte scappare le aziende già operanti nell’isola e bloccati gli investimenti futuri”. La situazione economica è, infatti, disastrosa. A dirlo sono i numeri. In Sicilia il tasso di disoccupazione sfiora il 19% che arriva al 51,3% per i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Nel 2012 il Pil regionale è sceso del 2,7%. I prestiti bancari sono diminuiti dello 0,8% ed è in aumento il numero di imprese non in grado di onorare i prestiti”. Domani mattina si terra’ un incontro a Palazzo Chigi per esaminare la situazione dopo l’ impugnativa da parte del commissario dello Stato. ” L’impugnativa del Commissario dello Stato ha di fatto comportato conseguenze inaccettabili: i conflitti tra Stato e Regione non possono passare sopra il cadavere delle nostre imprese. La misura è colma e non tiene conto delle esigenze del debole tessuto produttivo siciliano dicono le associazioni Bisogna far arrivare questo grido di allarme al governo nazionale affinché intervenga con una misura straordinaria per evitare che si verifichino ancora delle situazioni in cui le imprese vengano per l’ennesima volta massacrate”.
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