Attualità
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21/02/2008 22:38

Sicilia, Pdl in cerca di unità

di Redazione

Lombardo, Miccichè o entrambi? Non c’è ancora chiarezza in Sicilia sulla candidatura(e) che il centrodestra dovrà esprimere per la Presidenza della Regione Siciliana.

Miccichè ha incontrato anche oggi il leader del Pdl Silvio Berlusconi. Un colloquio durato un paio d’ore, ma del quale l’ex ministro, dopo la riunione, non ha preferito parlare. “Ho promesso di non fare dichiarazioni”, ha affermato il presidente dell’Ars, che si è mostrato sereno: con Berlusconi, ha affermato, “ci rivedremo, chissà quante altre volte ci rivedremo”.

Miccichè d’altronde aveva parlato abbastanza sui quotidiani in edicola stamattina, dicendosi disposto a correre anche da solo per la poltrona più alta di Palazzo d’Orleans, con una lista che si chiamerà “Rivoluzione siciliana”.

Un appello all’unità del centrodestra è venuto anche oggi da Alleanza nazionale. Il segretario regionale, Pippo Scalia ribadisce come “per An l’unità della coalizione sia sempre stato un valore, colonna portante di tutto il progetto legato al Pdl”, per tale ragione “appare incomprensibile l’atteggiamento degli alleati di Forza Italia ai quali chiediamo di esprimersi in maniera netta e inequivocabile sul candidato che il centrodestra e il Pdl dovranno sostenere per la Presidenza della Regione”.

Meno diplomatico l’assessore al Bilancio Guido Lo Porto, che con una lettera aperta, invita Miccichè a fare un passo indietro: “A volte accade che un passo indietro valga e renda di più di cento passi avanti…”, scrive Lo Porto, che bacchetta l’ex ministro: “Sappiamo bene che, al di là delle dottrine e della rappresentazione di interessi – afferma -, la politica è anche una gara fra uomini: in tal senso, è comprensibile che un presidente dell’Assemblea regionale siciliana nutra ambizioni alte e si qualifichi per maggiori ruoli: è vecchia come il cucco la tentazione di farsi largo sbracciando in danno di amici e colleghi, purchè tuttavia vengano rispettate le regole del vivere civile e di comportamenti cavallereschi, senza i quali la gara diventa scorretta”.

Anche il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, dice la sua in merito alla situazione politica nell’isola. “Prendiamo atto che, anche in Sicilia, il centrodestra conferma la sua bravura a farsi del male” afferma “non vorremmo che la politica dei veti nei confronti della candidatura di Gianfranco Miccichè assumesse il sapore della vendetta, solo perchè il presidente dell’Ars sulla vicenda Cuffaro ha avuto il coraggio di uscire fuori dal coro. Del resto, pare fin troppo ovvio che per tornare a governare la Sicilia , il centrodestra debba garantire una netta rottura con l’esperienza passata, nei metodi prima che negli uomini”.

E oggi è tornato a farsi vivo anche l’Mpa: “Tempo scaduto per chiacchiere e perdite di tempo della politica romana – si legge sul sito Internet del movimento -: la Sicilia e il Mezzogiorno non aspettano i riti dei politicanti. Noi si comincia: per la nostra gente e per la nostra terra”.

Raffaele Lombardo, intanto, ribadisce la sua posizione: “entrerò nel Pdl se ci sarà anche l’Udc, mi alleo con l’Udc se ci sarà anche il Pdl”. In ogni caso “la mia candidatura resta”. Appuntamento a domenica, quando il leader autonomista aprirà a Catania la sua campagna elettorale per la corsa a Palazzo d’Orleans. L’occasione sarà data dall’assemblea regionale dell’Mpa, che si terrà al Palasport Tupparello di Acireale.