Cronaca
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18/09/2025 09:37

Silvia Gulisano, l’ennesima vittima della circovallazione a Catania

Sale a 12 il numero di vittime della strada nel territorio comunale catanese nel corso del 2025.

di Redazione

Catania -Neanche 4 mesi fa, perdeva la vita Valentina Barbagallo e meno di un mese fa un’ altra donna sempre sulla circonvallazione.

Sale a 12 il numero di vittime della strada nel territorio comunale catanese nel corso del 2025.

Saranno le telecamere a circuito chiuso a stabilire l’esatta dinamica dell’incidente che ha portato alla morte di Silvia Gulisano. La 29enne che, nelle primissime ore della mattinata di ieri, ha perso la vita mentre percorreva un tratto della circonvallazione in sella al proprio scooter.

La procura della Repubblica ha aperto il fascicolo e ha affidato le indagini agli agenti della polizia locale, che dovranno appunto visionare le telecamere della zona per verificare l’ipotesi del coinvolgimento di un secondo veicolo. In quel caso, l’ipotesi su cui investigare riguarderebbe i presunti reati di omicidio stradale e omissione di soccorso.

Le telecamere dei condomini, però, sarebbero troppo distanti dal luogo dell’incidente per fornire immagini utili a chiarire cosa ha portato alla tragica sequenza che ha strappato l’ennesima vita sulle strade catanesi. C’è da verificare se ve ne siano alcune della Questura di Catania piazzate su quel tratto di circonvallazione.

Il viale Marco Polo, anche di recente, è stato più volte teatro di sinistri stradali. Attualmente, si valutano anche altre ipotesi che potrebbero spiegare il tragico evento di ieri. E riguardano principalmente l’asfalto e alle sue condizioni al momento del sinistro. Intanto il magistrato ha disposto il sequestro della salma e richiesto l’esame autoptico.

Silvia Gulisano, come detto, aveva 29 anni. A ottobre avrebbe compiuto 30. Nata a Catania, era originaria di Raddusa. Operatore informatico, lavorava presso il servizio Sert dell’Asp etnea. Oltre al dolore della famiglia, la notizia della sua scomparsa si è abbattuta come un macigno sul personale dell’azienda sanitaria.