Attualità
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25/04/2008 02:55

Sindacatura a Modica. Carmelo Scarso (Mpa): Non siamo in vendita

di Redazione

“Modica non è in vendita e non ha bisogno di sindaci marionetta. Che si rispettino piuttosto gli accordi a suo tempo siglati tra i partiti della coalizione”.

Lo dichiara lavvocato Carmelo Scarso, capogruppo consiliare di Mpa che, nel tracciare un suo identikit del sindaco ideale, dichiara che “deve essere un uomo politico di polso e di provata esperienza, in grado di saper dirigere un’orchestra che funzioni”.

Da queste parole, si evince con fin troppa chiarezza che a Scarso non convince la candidatura ufficiale di Giovanni Scucces a sindaco di Modica per il Pdl. “Diciamo pure che non mi piace – prosegue Scarso – ma non per la persona in sé, che stimo come valido professionista, ma perché reputo non possieda le qualità giuste per potersi assumere un onere tanto pesante come quello di gestire la complicatissima situazione economica di palazzo San Domenico”.

Ma il profilo del sindaco ideale tracciato da Scarso corrisponde alla sua persona? “Mi limito a rispondere con un no comment, anche perché se avanzassi in questa sede la mia candidatura, rischierei d’apparire quantomeno contraddittorio. Dobbiamo sederci ad un tavolo e discuterne tutti assieme”. In caso contrario, cosa succederà?

“Mpa andrà avanti per la sua strada e presenterà un candidato forte che sarà ufficializzato nella giusta sede e con i tempi appropriati. In questo momento – prosegue Scarso – ho come l’impressione che qualcuno stia tentando la già sperimentata carta delle furberie dell’ultimo minuto. Ma stavolta non lo permetteremo. Mpa esprime il presidente della Regione Raffaele Lombardo e saprà far valere tutto il suo peso politico.

Soprattutto a palazzo San Domenico, alla luce delle indagini della Guardia di Finanza che stanno facendo chiarezza sulla gestione economica degli anni passati. Modica  ha bisogno si svegliarsi, di ripartire da zero, ed Mpa è pronta. Se la coalizione ci sta, va bene, altrimenti andremo avanti per conto nostro”. Insomma, la questione delle candidature per la poltrona più alta di palazzo San Domenico non appare tanto semplice, e questa fuga in avanti del Pdl non è risultata particolarmente gradita.