Attualità
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14/08/2007 08:47

Situazione ambientale a Donnalucata, un esposto

di Redazione

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
MODICA
All’Az. USL n. 7 di Ragusa . Responsabile Ufficio Igiene di
SCICLI
Al Sindaco del Comune di
SCICLI
p.c. a S.E. il Prefetto di
RAGUSA
AGLI ORGANI DI STAMPA

Tutti i sottoscritti sono abitanti della frazione di Donnalucata, pescatori della locale marineria, diportisti, villeggianti.
Da tempo è stata segnalata, particolarmente al Sindaco del Comune di Scicli, la non più tollerabile situazione in cui versa il piccolo porto di Donnalucata.
Con il trascorrere dei mesi le alghe hanno vieppiù invaso lo specchio d’acqua del porticciolo rendendo, anche in dipendenza del progressivo insabbiamento, non praticabile e per le imbarcazioni più piccole, difficilmente praticabile, lo specchio d’acqua in parola.
Il danno all’economia della piccola pesca di Donnalucata, fonte di reddito per numerose famiglie di pescatori, è rilevantissimo.
Rilevante è il danno al movimento turistico ed alle attività di diporto.
Ma v’è di più.
L’accumulo di alghe e la putrescenza delle stesse ha creato, già da tempo, una situazione precaria da un punto di vista igienico sanitario anche per le immissioni nell’atmosfera di miasmi maleodoranti.
La vivibilità della borgata, specie in alcune ore del giorno e non solo nell’area adiacente il porticciolo, è compromessa.
I cattivi odori della putrefazione delle alghe si diffondono in tutta la borgata.
Gli stessi rappresentanti dell’amministrazione comunale, che hanno potuto constatare la situazione, si sono resi conto della grave situazione e più volte hanno promesso di intervenire quantomeno per ripulire lo specchio d’acqua dalle alghe oramai in buona parte marce.
Sono trascorsi mesi ma nessun intervento è stato operato.
La stagione estiva appare, oggi compromessa, dalla incuria dell’Amministrazione Comunale e dalle promesse di intervento non mantenute.
Compromessa è pure la stagione di pesca.
Ma rimane il grave rischio e il danno igienico-sanitario- ambientale causato dal comportamento di chi ha lasciato, malgrado fosse stato informato ed abbia potuto constatare di persona, che la situazione arrivasse a questo punto.
Il comportamento omissivo di chi istituzionalmente è preposto a mantenere nel territorio condizioni igienico ambientali, quantomeno, accettabili potrebbe essere rilevante anche sotto il profilo penale (art. 328, 1° comma, C.P.).
Gli istanti si rivolgono alle autorità competenti ed al Prefetto di Ragusa perché, ciascuno per quanto di loro competenza, intervengano con urgenza per rimediare – anche se tardivamente – ad una situazione intollerabile sotto ogni aspetto.
Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modica si denuncia la situazione descritta ove venissero ravvisati i reati di omissione di atti d’ufficio per ragione di igiene e sanità o altri reati in materia di tutela della salubrità dell’ambiente.
Donnalucata, 6 agosto 2007
Seguono le firme