di Redazione
Mercato ortofrutticolo, si riparte dallo studio di Harald Bonura. Il docente universitario catanese incaricato dall’amministrazione comunale ha consegnato, a sorpresa, e poco prima dei tre anni dall’affidamento dell’incarico, lo studio sulla fattibilità di una società mista pubblico/privato per la costituzione della stessa. L’amminitrazione comunale, dopo lo sprint iniziale, aveva deciso di temporeggiare, anche in ragione delle perplessità del nuovo assessore allo sviluppo economico, Enzio Muccio, sulla praticabilità del progetto. Appena tre mesi fa i Ds scrivevano che «se oggi da contatti informali tra Muccio e Bonura, finalizzati ad accelerare il percorso tracciato, si evidenziano intervenute difficoltà per l’attuazione del mandato conferito al professionista o anche per la carenza di studi adeguati per indicare obiettivi economici da perseguire, ciò non può essere addebitato ad alcun assessore». Il professore Bonura non ha mai ritenuto che ci fossero difficoltà per la consegna del proprio studio e ha così deciso di protocollare a sorpresa le conclusioni delle proprie riflessioni, con la giurisprudenza aggiornata al luglio 2007. Come dire che la patata bollente è dell’amministrazione e all’amministrazione tocca risolverla, senza cercare paraventi nei professionisti esterni.
«In prospettiva del 2010 e dell’apertura dell’area euromediterranea di libero scambio, il mercato di Scicli da mercato alla produzione deve trasformarsi in mercato di redistribuzione, deve cioè diventare un centro agroalimentare o, come si suole definire, una «citta dei commerci», e per far ciò è indispensabile che lo stesso si doti di un centro di condizionamento: solo in tal modo il mercato non resterà fuori mercato» -spiega l’avvocato Harald Bonura-. «La soluzione sta nella società mista di gestione e nel centro di condizionamento. La società mista pubblico-privato garantirà, da un lato, il mantenimento dell’insopprimibile interesse pubblico tipico delle strutture annonarie, mentre dall’altro lato, mediante una gestione meno burocratizzata e l’apporto del know-how tecnico da parte dei privati, migliorerà la quantità e la qualità dei servizi erogati agli operatori del mercato, favorendo la nascita di economie di scala ed evitando gli sprechi connaturati ad una gestione di stampo pubblicistico.
La forma di gestione partecipata consente di bilanciare le esigenze di funzionalità delle realtà commerciali con gli interessi collettivi».
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