Attualità
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23/11/2008 00:43

Socrathe. Caro Walter, io me ne vado

di Redazione

Caro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.
 
Il Pd aveva un obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.
La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso né me né, credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo però come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente.
Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.
 
Irene Tinagli
 
Irene Tinagli insegna alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Allieva di Richard Florida, è esperta di politiche pubbliche per l’innovazione, la creatività e lo sviluppo economico. Lavora come consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’Onu e per la Commissione europea. Il suo ultimo libro è “Talento da svendere” (Einaudi 2008).
 

 
Il riformismo che non c’è, che non ci sarà e che non c’è mai stato…
Oggi il vento pare sia calmato, almeno, così pare..
Almeno, pare.
 
Ma io che faccio parte di un gran comitato non posso rispondere ad Irene?
 
Cara Irene,
tutto questo è successo al PD e noi non ce ne siamo accorti? Guarda che a Scicli le cose non funzionano così come tu vuoi fare credere. A Scicli c’è stato un segretario che è stato costretto a dimettersi per una figurona elettorale mai vista! E mica è stata colpa sua. Però lui ha dovuto dimettersi, perchè noi quando falliamo, cara Irene,  non guardiamo in faccia a nessuno! E poi a dirla tutta.. chi doveva tutelarci dal default amministrativo di Giugno -non presentando la propria candidatura a Sindaco della nostra città-  deve continuare a rappresentarci in seno al consiglio provinciale! E questo secondo te non è guardare oltre le vecchie logiche di partito? Guarda Irene che tutti quelli che hanno contribuito al fallimento elettorale del PD a Scicli li abbiamo poi ritrovati travestiti da saggi per la nomina del nuovo segretario. Cosa c’è di male? Non capisco a cosa si riferisca la tua maliziosa frase “il ricambio non c’è stato!”. Noi il ricambio generazionale lo abbiamo attuato. Tu, Irene, parli di non ricambio generazionale? Ma ti sbagli, e di grosso. A Scicli il ricambio c’è stato eccome! Hanno tolto al consiglio provinciale Franco Susino perchè era troppo vecchio (già, troppo vecchio!) e hanno messo Venerina Padua che vecchia non è affatto!L’abbiamo anche candidata a sindaca facendo le primarie. Un trionfo di voti e di democrazia! Ma tu dov’eri quando noi abbiamo fatto le primarie? Al consiglio comunale ci siamo liberati di quei vecchi democristiani assopigliatutto e abbiamo eletto il figlio giovanissimo di un vecchio compagno di partito. So già dove vuoi andare a parare, Irene. Lo sappiamo tutti, “il papà del piccolo consigliere eletto non si dimesso da nessuna carica”. E vabbè, qualcosa devono pur fare ‘sti saggi pensionati e indagatori di nuovi segretari… che li possiamo mettere sopra un cantarano e scordare quello che hanno fatto per il proprio partito, governato come fosse casa loro? come fosse, appunto… e poi guarda che non si può essere saggi da giovani, questo non è scritto in nessu manuale di filosofia, e noi la filosofia la conosciamo bene! ed è solo per questo ci siamo tenuti i vecchi. E tutto ciò non lo chiami ricambio? Guarda Irene che noi del PD di Scicli abbiamo eletto anche un focolarino ed ex democristiano al consiglio comunale, per par condicio di due grandi forze in seno al PD sciclitano, i ds e la margherita, (se non mettevamo lui in pista, Irene cara, che rimanga tra noi, eravamo perduti veramente, consentimi, almeno con Armando male figure non ne prendiamo!). E tutto questo per te non è ricambio?
Tu, Irene generalizzi troppo, sei faziosa e populista, ma la realtà periferica è ben diversa  da quella centrale. Noi a Scicli siamo per un riformismo vero, noi non protestiamo contro Mariastella Gelmini, ci mancherebbe, noi del Pd a Scicli abbiamo solo richiesto una riforma dell’orario scolastico per i bambini del nido di via valverde! E questo per te non è fare riforme?
Irene, forse tu al PD non ci credi o forse  tu manco sai cos’è il riformismo. Da noi, in Sicilia, il cambiamento c’è stato. Guarda, ti porto un esempio piccolo piccolo: noi siciliani per i torinesi siamo solo terroni, invece per noi le mogli dei torinesi sono da portare in parlamento! E ci siamo riusciti, grazie anche all’aiuto di un Cardinale, che non è un alto prelato come tutti vorrebbero far credere, perchè noi del PD siamo laici e laici resteremo, ma è un signore che lavorava al ministero delle poste e delle telecomunicazioni, dice che faceva il ministro, bontà sua,  che ha sacrificato il suo consenso elettorale per sua figlia! E questo non è cambiamento per te? Questo non è rompere con il passato?
Vedi irene, non puoi fare di tutta l’erba del PD un unico fascio, noi a Scicli siamo diversi e il cambiamento parte proprio da qui, dalla periferia, per arrivare sino in centro, da Walter, e da te che te ne sei andata.
Noi, Irene cara, siamo quelli che sul giornale Sciclinews abbiamo difeso a spada tratta i poveri nomadi, gli zingari diversi, i Rom insomma, quelli che “non sono tutti uguali”, nonostante qualche storico mostri delle statistiche faziose che non hanno alcun fondamento empirico, citando i Fenici e i tedeschi!,  accusati di porcismo da un Socrathe qualunque, mentre voi in centro, a Maggio, cosa facevate? Volantinaggio e manifesti squadristi! e poi incendi, contro gli accampamenti ordinati e puliti degli zingari a Ponticelli.
… e questo, cara Irene per te è rinnovamento?
Sai una cosa Irene, a noi del PD di periferia le tue belle parole non ci sfiorano nemmeno, sei faziosa ripeto, falsa e pure ignorante, te ne stai tutto il giorno a Pittsburg a fare la massaia all’Università, dicendo di essere una docente, ma chi ti crede!, mentre noi il PD lo viviamo ogni giorno, a scuola, al Bar – perchè noi ai bar ci crediamo per davvero-, nella sezione di partito,  tu non meriti questo grande partito riformatore, anzi, riformista, a tratti ricambista, quanto spesso qualunquista e assai lavaggista, autostoppista per molti, menefreghista per tutti!
 
Il Segretario del – Comitato del palo ‘nzivatu, corrente di maggioranza nel Partito Democratico di Scicli.
 
 
Socrathe