Cultura
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09/11/2008 19:25

Socrathe. Il Cavaliere Nero. Edizioni Stacchia

di Redazione

La collaborazione e integrazione e multicordialità tra Socrathe e la casa editrice bella del Cavaliere Marcello Stacchia, la Stacchia, appunto, è nota oramai a tutti. Dopo avervi presentato In libris libro – Edizioni Stacchia  e soprattutto dopo le elezioni belle americane che hanno tinto di nero -o d’abbronzato come direbbe un altro Cavaliere famoso (vedi Foto in alto), dall’alto del suo Monte Citorio- la Casa Bianca degli amici di Washington (uòscinton), non potevo non riportare il commento politico, come sempre critico e  a caldo del nostro Cavaliere -quello vero, quello bello, non l’impostore di Arcore!- sull’evento che ha riscritto la storia e che ha soprattutto scomodato il rimmel (e .. quant’altro!) della Siniorina Carla Bruni che ha finalmente deciso di farsi per “intiero” – non solo in senso Presidenziale –  l’èlite bianca  e ad onor di cronaca soprattutto quella Nera dell’Eliseo, in virtù della sempre più sbandierata multirazzialità e culturalità.. (che vorrà significare.. boh!!) litigando anche con Naomi, la sua amichetta di cuore e di letti (ah ecco!!).

La casa editrice Stacchia si è distinta in passato per le lodi al “Signor Ministro Carfania” su un argomento da sempre inascoltato sul bello suolo patrio e soprattutto sulle sue (della “Carfania” ) belle esternazioni. “È proprio vero, non ci si può fidare di nessuno!” diceva il nostro attento editore di Misterbianco; ma lasciamo perdere è tutto un altro discorso..  E  questo accadeva dopo la decisione, “dolorosa ma necessaria”, che permetteva ad una squallida pubblicità commerciale (vedi foto a destra) di varcare il portone di Palazzo Stacchia, per mera assicurazione di pane e companatico e dall’alto contenuto sociale.

Per voi il commento “a caldo” del Cavaliere Stacchia sull’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. 

Cari giovanotti, ieri sera, all’insaputa di Luciano, stavo consumando una deliziosa Anatra alla Pechinese nel ristorante cinese Cinciampai di Misterbianco. D’un tratto, una notizia alla televisione attira la mia attenzione; mi rivolgo al muso giallo, e gli intimo: “Giovanotto con gli occhi a mandorla, alzi immediatamente il volume e si taccia! vergonia!”. Il telegiornale stava dando una notizia che ha dell’incredibile, e che con tutta probabilità vi è sfuggita: in una ex colonia inglese, nota per aver dato al cinematografo attori del calibro di John Wayne ed Humphrey Bogart, è stato eletto presidente un negro, e per di più comunista!

La mia indiniazione era sconfinata: ho intimato il muso giallo di portarmi una doppia grappa di rose, nel tentativo di calmare l’ira e l’incredulità che montavano vieppiù. “Un negro?”, mi domandavo, “com’è possibile?”. Al che, il Longhi, che non manca mai quando si tratta di darci di gargarozza e di gomitella, mi fa osservare che è vero che è negro e comunista, ma perlomeno non è uomo sessuale, come si evince dalle immagini che lo ritraggono con la famigliola bella. Al che, con lo sguardo di chi le ha viste tutte, faccio al mio avventore: “Caro Glauco, tu sei giovine, e non sai di cosa sono capaci i negri, per di più comunisti: quello è senz’altro anche uomo sessuale, e non pensi di ingannarmi con quella ridicola messinscena. Chissà dove le ha scritturate, quelle povere negrette…”.(vedi foto)

E con queste amare parole ci siamo congedati da Cinciampai, e nella sera siciliana ci siamo diretti verso casa, con il cuore gonfio di lagrime, mentre un mesto “vergonia…” faceva discreta eco ai nostri passi.

Con vivissima cordialità,

cav. Marcello Stacchia

 

Marcello Stacchia, il nostro cavaliere bello, scrive di cabaret e di finzioni su http://www.cabaretbisanzio.com/, laboratorio di sane risate, satira pungente e indisciplinata ironia. Qui la sua biografia.

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