Attualità
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23/07/2008 01:21

Socrathe: L’estate del silenzio

di Redazione

Tra un mese o poco più la calda estate sciclitana sarà archiviata nel forziere delle belle stagioni. Sarà solo una registrazione meteorologica. E basta. Nessuno la ricorderà per altro.
A più di un mese dall’insediamento della nuova giunta, nessun programma di eventi culturali e d’intrattenimento è stato organizzato per una città che si candida ad essere la perla turistica di un sud est -vista l’incuria di basole, chiese e palazzi, che stanno rovinosamente precipitando nel baratro della noncuranza perpetua- fatto solo di arancini di Montalbano e posti letto vuoti.
Nessuna svolta d’idee nella gestione della cosa pubblica. Normale e faticosa amministrazione di un ente già in difficoltà, da parte di una maggioranza solida in apparenza, di fatto visibilmente liquida: fusa.. Siamo al 22 Luglio e non si conosce ancora il nome del Vice Presidente del Consiglio Comunale. Gli aggiustamenti in equilibrio di bilancio sono solo chimere, illusioni di Vassalliana memoria. I ventitremila euro per Basole di luce spariti come soffi al vento. Le difficoltà sono sopra di tutto di natura politica, poi di controllo e gestione della cosa Comune. Nulla di nuovo sotto il nostro vecchio e caro sole.
L’affaire mostro di Arizza, la tubazione di quiescenza e scarico delle pompe del nostro depuratore, fiore all’occhiello dell’ex giunta di sinistra guidata dal Sindaco Falla, rischia di passare dal palco delle attrazioni circensi -per i villeggianti della zona divertiti dalle apparizioni della bestia del mare- al mercato dei faldoni giudiziari. Non ci stiamo inventando nulla. Le foto mostrate sul giornale, inviate da privati cittadini in redazione, parlano una lingua abbastanza chiara e comprensibile da tutti: il tubo emerge per cinquanta metri della sua lunghezza, a pelo d’acqua, mostrando tutta la sua bruttura e pericolosità. Il rischio d’incidente per i natanti è rilevante. La logica minaccia di avere un tratto di mare -forse tra i più belli di tutto il nostro litorale- fortemente inquinato, è incomprensibile. Chi ci governa ha forse rassicurato la popolazione che tutto è sotto controllo, che si sta provvedendo a segnalare con boe perimetrali e galleggianti  (occorrerebbero del tipo luminescente, visibili anche al buio, poiché la “bestia di ferro” appare anche di notte) il tratto di mare interessato, e che l’acqua che ospita le tubazioni del depuratore è ancora pulita e “balneabile” come sempre? Mi pare di no! I lavori di posa delle tubazioni sono stati eseguiti male? Si chiami in causa la ditta esecutrice dei lavori e si disponga immediatamente il ripristino dello status progettuale. Vengo a sapere che il Fes accumulato, lo straordinario dei nostri tecnici comunali impegnati nel progetto depuratore, ammonterebbe intorno ai 100.000 euro. Chi doveva controllare l’esecuzione dei lavori, fatti decisamente male e non rispettando il contratto, chiede con forza il pagamento delle ore passate al mare. I risultati del Fes sono sotto gli occhi di tutti. Chi era a capo dell’ufficio tecnico della committente, il nostro Comune in questo caso, nel periodo di esecuzione lavori? Chi doveva tutelare la cosa pubblica ha fatto il proprio dovere? Che i responsabili dell’affare “andato a male” paghino per lo scempio perpetrato alla nostra costa, al nostro mare. Si faccia luce almeno su questo. Poiché questa era la svolta che i cittadini hanno votato il 15 e il 16 Giugno. Trasparenza e chiarezza, massimi comuni divisori di una fiducia ad oggi tradita.
Una, cento, mille domande ed altrettanti dubbi che non trovano risposta da parte degli organi preposti, da un consiglio comunale latitante ed abbronzato. È una calma amministrativa inverosimilmente piatta, fuori tono rispetto all’inquietudine del vivere quotidiano.
A Sampieri, nel nostro borgo antico e marinaro tanto caro a poeti, scrittori, Onorevoli e pittori, sostare per soli cinque minuti e consumare un caffè al volo in uno dei tanti locali a “bocca di mare” è divenuto impossibile. Esiste un solo parcheggio disponibile, un largo e vasto “pezzo” di terreno alle spalle del lungomare per chi scrive, proprio sul lungomare per chi legge, ed è stato cautamente affidato dall’amministrazione del passato, in maniera indecorosa, ad una gestione privata. Ovvero, un privato, il proprietario di questa terrazza incolta a ridosso della spiaggia, ne ha fatto un parcheggio e nessuno s’è lamentato. Cinque minuti, un’ora, un giorno costano due euro. Una panacea per il gestore della “vigna rasata”, viste le presenze turistiche di stanza e di passaggio sul litorale ameno. Gli ospiti della borgata,costretti a pagare anche per soste di pochi minuti. E così saltano fuori gli episodi di bullismo automobilistico, soste selvagge dappertutto, sensi di marcia non rispettati, ingorghi, traffico, e malcontento da parte di tutti. Anche qui la “disiata svolta” è venuta a mancare. Non esistono piani nuovi e differenziati di aree da adibire a parcheggio per Sampieri nel programma amministrativo del nuovo sindaco, e soprattutto non si fa manco cenno ad un “esproprio impopolare” dell’unica area disponibile per offrire un servizio dovuto ai cittadini e ai turisti. Nessuno ne parla, tutti zitti. Queste cose non si dicono! E il cambiamento? Chissà..
In compenso, hanno aperto un parcheggio di cui nessuno al Comune sa nulla, in contrada palo Bianco.
Intanto Micenci vive del fasto di una spiaggia pulita da mane a sera, con le “Thermae Frigidarium” in transenna per residui fecali rivelati dalle ripetute analisi delle acque. La pericolosità per la salute dei cittadini della fonte di acqua fresca e dal fondo sabbioso, mobile e “fecalizzato” non è stata evidenziata ancora da nessuno. Occorre stare zitti anche su questo?
E che dire dei lavori di manutenzione edile, ad opera di privati e dai privati commissionati, senza nessun controllo, per il centro storico della città? Carichi sospesi da auto gru ottuagenarie, legati alla meglio con briglie da soma e che flottano sopra le nostre teste senza che nessuno avverta i poveri e ignari passanti del pericolo che incombe, senza le indicazioni opportune di cantiere o di lavori in corso, ad attenzionare uomini e cose. E che dire dei lavori alle facciate di qualche palazzo in bella vista con giovani indigeni alle prese con liane e corde per spostarsi in quota, sopra ponteggi inesistenti, a mo’ di Tarzan? Chi deve controllare tutto questo? Già, occorre stare zitti. Meglio il silenzio..
Questa è l’estate 2008 a Scicli, terra di frontiera e di stagnante amministrazione. Dalle malferme acquae dell’amministrazione Falla alle paludi del silenzio del governo Venticinque. Nulla è mutato. Le nicchie di privilegio burocratico rimangono intoccabili e inamovibili, pro valetudine castae.
Siamo noi a vaneggiare, forse. È una follia che ci rende ciechi e sordi. Ciechi perché non abbiamo visto un solo centimetro di cambiamento, sordi per il tonante silenzio che tristemente rimbomba dalle abuliche  e vuote stanze del non governo.

Socrathe

La foto si intitola “Orme destinate a durare pochi istanti”