Cultura
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25/05/2008 13:54

Socrathe. Mario, il cacciatore di aquiloni

di Redazione

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Mario, il cacciatore di aquiloni, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo e a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta.
Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo compagno di partito – il ragazzo dal viso baffuto, è cambiata per sempre in una riunione di sezione. Quel giorno, Mario ha commesso una colpa terribile. Ha abbandonato la chiave dell’ideologia sul tavolo dei ripensamenti, lasciando il compagno Enzio da solo, in una guerra senza fine contro il regime dei Talebani. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di Uruca, capisce di non avere scelta: deve partire, tornare a Scicli, e saldare i conti con i propri errori mai espiati: salvare il compagno di sempre e l’onore rosso del partito. Ma ad attenderlo, a Scicli, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Trent’anni di storia sciclitana – dalla fine del governo Manenti all’invasione rossa del 1998, e dal regime dei Talebani del 2003 fino ai giorni nostri – rivivono in questo romanzo emozionante e pieno d’atmosfera, diventato ormai un caso internazionale.

 

Socrathe

Nella foto, l’assessore La Rocca nella esclusiva mise indossata in occasione del volo degli aquiloni a Donnalucata