di Redazione
«Un colpo di Stato: a guidare l’Italia per i prossimi cinque anni sarà il patron di milanello, il ragazzo coccodè, il caimano, votato da milioni di ignoranti, analfabeti, idioti e servi del malaffare. Lunedì 28 aprile 2008, il Campidoglio cade in mano ai fascisti. Alemanno è nominato podestà della Capitale. È caccia ai traditori, ai “100mila elettori di centrosinistra che si sono astenuti dal ballottaggio e a quelli che hanno votato Zingaretti alla Provincia e Alemanno al Comune”. In Sicilia la situazione è ancor più triste. A governare sarà un politico, votato da sette mafiosi su dieci, eletto da un popolo ignorante, idiota e analfabeta, che non esprime la propria preferenza in nome di un dovere civico ma per rendere un obbligo clientelare. Mafioso, appunto.
Ecco come la sinistra aristocratica e impopolare dipinge gli eletti di centro e di destra e i suoi elettori. Sinistra aristocratica e impopolare, avete letto bene. Della sinistra operaia, proletaria, popolare, non è rimasto pressoché nulla, tranne qualche motto d’antan e una bandiera rossa. Rossa, Sì, ma di vergogna. Una sinistra arrogante e neo borghese, che prende a pesci in faccia l’intelligenza di un popolo che lavora e che ha votato in massa utile per il cambiamento, era destinata a sparire dalla storia, e per sempre. Muore il voto d’ideologia. Si eclissano di un sol colpo gli astri che hanno illuminato di rosso le roccaforti di bandiera e di potere consolidato.
È il caso del seggio blindatissimo e comunista della provincia di Ragusa. Un seggio che ha fatto storia e che paradigmaticamente fotografa il declino e la caduta della Sinistra storica.
Dal 1963 al 1976 le coscienze rosse del popolo delle serre e dei caciocavalli non ancora dop della nostra Provincia -un popolo che più di oggi era ignorante e mafioso, idiota e analfabeta- votarono per il “perbenismo e la legalità” del “mandorlo in fiore”. Nicolò Cipolla, agrigentino – fratello dell’avvocato Calogero Cipolla, legato alla vicenda Sindona-Verzotto-Ente minerario, allo zolfo di stato, un «affare» a proposito del quale Leonardo Sciascia scrisse che «nulla capiremo della mafia finché non metteremo in luce gli aspetti di questa vicenda» – fu senatore grazie all’idiotismo ideologico dei nostri compaesani. Segretario regionale del PCI nei primi anni settanta in Sicilia era il dottore Achille Occhetto.
Nel 1976 , settima legislatura, un prestigioso intellettuale romano, giornalista, gia’ direttore de “L’avvenire d’Italia”, tale Raniero
Dal 1979 al 1987 fu la volta di Emanuele Macaluso, ex segretario della CGIL regionale, catapultato nella nostra provincia dal direttorio di Botteghe Oscure perché eletto sicuro. Il nostro era un seggio ambitissimo. Si era eletti anche con i resti. La percentuale di voti raccolta nel territorio garantiva il ripescaggio certo anche in caso di sconfitta.
Da Macaluso in poi è storia contemporanea. Il seggio rosso di Ragusa divenne dapprima un affare di famiglia, dall’onorevole Rossino che lascia
Il feudo dop e comunista, oggi, non esiste più. Gianni Battaglia non è stato eletto. Così come nel resto d’Italia l’ex presidente della camera Fausto Bertinotti, così come il segretario di Rifondazione Franco Giordano, il ministro dei Verdi Alfonso Pecoraio Scanio, Grazia Francescato e tutti gli altri compagni non sono stati più eletti. Il diritto alle Corvèe di coscienza e di bandiera, esercitato per cinquant’anni dalla sinistra baronale su un popolo ignorante e beone, è stato definitivamente revocato dalla democrazia delle urne. L’Italia s’è destata. L’ideologia è finita. Le amministrative di Giugno, a Scicli, scriveranno la parola fine ad una storia che fu di falce e di martello. Il popolo calerà la mannaia sul Sole rosso del suo passato.
Socrathe
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