Il titolare della ditta appaltante faceva traffico di beni archeologici
di Redazione
Roma – L’asta dei doni ricevuti dalla premier Giorgia Meloni durante i suoi viaggi ufficiali all’estero è stata sospesa. E’ quanto emerge da un articolo del Fatto Quotidiano. Il motivo è che il titolare della società a cui è stata affidata la gara – la Bertolami fine art – è stato colpito da una misura interdittiva nell’ambito di una inchiesta per traffico illecito di beni archeologici. Lo stop dunque arriva facendo ricorso all’articolo 21 quater della legge 241 del 1990. Una norma che non risolve il contratto ma lo congela.
Per l’asta sono stati scelti gli oggetti di un valore superiore a 300 euro perché per legge la presidente non può tenerseli per sé. E la stima totale è di circa 800 mila euro. Per farsi una idea del tenore degli oggetti basta andare a rivedere l’elenco fornito dopo l’interrogazione parlamentare fatta dal deputato di Italia Viva, Francesco Bonifazi. I doni sono oltre 270 e al momento sono custoditi in una stanza di palazzo Chigi.
Il primo regalo – del presidente indiano Narendra Modi – risale al G20 di Bali del novembre 2022, si tratta della veste tradizionale delle donne del Kerala. Non mancano le curiosità. Dalla statuetta di Javier Milei con la motosega in mano, gentile presente del presidente argentino in visita a Roma, a un sacco di riso del Pakistan, a dei piccoli cammelli libici. C’è anche una statua di pezza, il regalo del dem Michele Emiliano. Oltre a una quindicina di tappeti ricevuti durante i viaggi in Libia e in altri paesi arabi. Ma non solo. Da mettere in conto ci sono anche due bracciali in metallo, quattro quadri, un piattino in metallo, una collana, un anello e orecchini.
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