Cronaca
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18/02/2010 22:05

Sostanze acide in una bottiglia di acqua minerale. Tunisino si ustiona la lingua

"Non appena il contenuto ha toccato la mia lingua ho subito sentito un bruciore fortissimo e ho sputato tutto", racconta Zairi

di Telenova

Santa Croce Camerina – Un tunisino di 36 anni, Theb Zairi, è stato ustionato alla lingua da sostanze acide contenute in una bottiglia di acqua minerale acquistata in un supermercato. L’episodio è accaduto mercoledì 10 febbraio. L’uomo, residente da molti anni nel territorio di Santa Croce Camerina, dove lavora come bracciante agricolo, stava facendo la pausa pranzo insieme ad altri colleghi, quando ha aperto la bottiglia per bere. “Non appena il contenuto ha toccato la mia lingua ho subito sentito un bruciore fortissimo e ho sputato tutto”, racconta Zairi che adesso ha delle profonde ferite nel tessuto linguale. Il magrebino è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale Civile di Ragusa dove i medici hanno potuto accertare la presenza di “sostanze acide” nell’acqua, che hanno provocato il malore del paziente. Dopo aver ricevuto le cure dei sanitari il tunisino ha presentato una denuncia ai Nas di Ragusa che, nella stessa giornata del 10 febbraio, hanno prelevato dei campioni dalle altre cinque bottiglie del cestello di acqua minerale, comprato dal tunisino. I risultati degli esami eseguiti sulle altre bottiglie hanno evidenziato l’assenza di sostanze acide. Dunque, le ipotesi investigative che i Nas stanno seguendo sono tre, e la prima è la pista dell’incidente domestico, cioè qualcuno che, per sbaglio, avrebbe inserito sostanze acide in quell’unica bottiglia di acqua minerale che il tunisino voleva bere mercoledì scorso. Purtroppo ci sono casi di incidenti domestici del genere, che hanno avuto un esito mortale: basta pensare alla morte di una bimba gelese di due anni che anni fa aveva ingerito un bicchiere di acqua prelevato da una bottiglia nella quale per sbaglio, era stata inserita acqua ossigenata. La seconda pista è quella della manomissione della bottiglia. “Le manomissioni non sono da escludere”, spiegano ai Nas di Ragusa, “anni fa si era diffusa una moda assurda, c’erano persone che inserivano con delle siringhe, la candeggina nelle bottiglie di acqua minerale”. E infine non può essere esclusa nemmeno l’ipotesi del tentato omicidio, cioè qualcuno che volontariamente avrebbe inserito sostanze acide nella bottiglia, per arrecare danno al bracciante agricolo.