Sono in servizio presso il Tribunale
di Valentina Raffa


Modica – Sonorichiesta dal segretario confederale della Cgil, Salvatore Terranova, e concordata insieme con l’amministratore unico della Spm, Antonio Guastella, con il sindaco, Antonello Buscema, e con il responsabile del coordinamento delle attività relative all’attuazione del Piano di riequilibrio, Giorgio Muriana Triberio, dopo un incontro avvenuto a Palazzo S. Domenico e seguito da un altro tra Guastella, il presidente del Tribunale e il procuratore della Repubblica di Modica.
La proroga non significa che i lavoratori saranno reintegrati nelle loro funzioni, perché il Piano non fa sconti sui tagli al personale e ai servizi erogati dalla Spm, dal momento che sono state destinate alla società risorse inferiori rispetto agli anni precedenti. Vuole dire, però, che non ci saranno meri licenziamenti, ma si ricorrerà alla cassa integrazione. E proprio perché possano ottenerla, da ieri quei lavoratori in servizio al tribunale che non avevano ancora goduto di tutte le ferie, sono in ferie ‘coatte’, perché altrimenti, come da legge, non potrebbero accedere agli ammortizzatori sociali.
Si attende, intanto, che l’amministratore unico della Spm definisca il Piano industriale, ovvero la nuova pianta organica. Ecco, nel dettaglio, cosa sta accadendo: “Il contratto dei lavoratori è stato prorogato di 15 giorni – spiega Terranova – in attesa del Piano industriale definitivo, nel quale è prevista una proroga del contratto al 31 dicembre 2013, dopo di che i lavoratori saranno messi in cassa integrazione in deroga a zero ore. Questo comporterà che riceveranno l’80% dello stipendio attuale e i contributi”.
Ci sono però dei passaggi che non possono essere bypassati. “In Sicilia manca ancora un accordo quadro sugli ammortizzatori sociali in deroga tra l’Assessorato regionale al Lavoro e le maggiori organizzazioni sindacali – spiega Terranova -. È necessario, dunque, recarsi a Palermo per interloquire con il dirigente generale dell’Assessorato al Lavoro e chiedere un accordo per la cassa integrazione di questi lavoratori che preceda l’entrata in vigore dell’accordo quadro. Ciò servirà per le 22 unità lavorative che hanno contratto a tempo determinato a 3 anni, ma che è stato prorogato per 32 volte, laddove la normativa vigente consente che ciò possa avvenire soltanto 1 volta. Per gli altri lavoratori si potrà ricorrere alla cassa integrazione ordinaria”. L’incontro a Palermo sarà lunedì. Terranova ricorda, inoltre, come circa un anno fa 7 lavoratori del depuratore, che si trovavano in condizioni analoghe ai 22 dipendenti in servizio al tribunale, siano ricorsi alle vie legali vincendo la causa e venendo di fatto considerati con contratto a tempo indeterminato.
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