Parla la Uilcem
di Giuseppe Scarpata
Modica – Esimio Sindaco, adesso basta.
Favorisca da subito il pagamento delle spettanze pregresse ai lavoratori della Spm, poiché cinque mesi di arretrati non sono più sostenibili da parte delle famiglie che vivono solo di quel reddito.
La invitiamo, inoltre, a voler lanciare un messaggio di distensione a tutti i lavoratori, riconciliante e sereno allo stesso tempo. La minaccia del licenziamento, inoltrata anche a mezzo stampa dall’amministratore delegato della Vostra controllata, non incoraggia il mantenimento della pace sociale.
Non riuscire a governare la comunicazione, specie in casi estremi e delicati come l’ultimo appena patito dall’intera città di Modica, è annuncio di disfatta politica, sociale, etica.
Il silenzio, in questi casi, funge da paravento e raccoglie anche il più sensibile dei rumori sociali.
“Non ce laccio più!”è questo il grido di allarme lanciato dalle donne e dagli uomini della Spm cui avete negato –con un piano di tagli scellerato e imprudente, foraggiato da pagamenti a singhiozzo e rinviati di mese in mese- la normale dignità di cittadini.
Una preghiera d’aiuto che non riuscite ancora ad ascoltare.
Una situazione non più sostenibile dalle famiglie e dai lavoratori della Vostra società di servizi. Un contesto sociale che sta declinando in cattività giorno dopo giorno, che abbiamo l’obbligo di pacificare.
Ci affidiamo, Esimio Sindaco, alla sua provata sensibilità, perché un addio silenzioso, assurdo non deve essere il riassunto di molte vite che campano di stenti per assurdità della politica.
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