di Redazione
Dopo cento anno il convento del Rosario torna a ospitare matrimoni. A deciderlo le suore domenicane, a qualche anno di distanza dall’intervento di messa in sicurezza della chiesa, restaurata grazie alla rimodulazione dei fondi della legge 433 del 91, stanziati dall’on. Peppe Drago quando questi era assessore regionale alla presidenza, nel 2001. In totale nella chiesa sono stati spesi 418 mila euro. Sarebbe necessario per la verità un altro intervento di messa in sicurezza, stavolta relativo all’ala del Convento che ospita peraltro, da quindici anni a questa parte, il Centro diurno minori in difficoltà.
Il convento offre la classica atmosfera claustrale anni cinquanta, e di recente è stato scelto come location del film “Il capo dei capi”, che ricostruisce la carriera criminale di Bernardo Provenzano, e che vedrà la luce tra qualche mese. Ora anche le coppie che convolano a nozze potranno scegliere la location della chiesa del Rosario per scambiarsi amore e fedeltà in eterno. Di recente il Comune ha imposto delle tariffe ai matrimoni civili che si svolgono fuori dal palazzo comunale. Tariffe simboliche, di cinquanta e venti euro, per scegliere tra palazzo Spadaro e palazzo Mormino a Donnalucata. Ma chi vuole sorprendere tutti con una location inedita, oltre che religiosa, potrà scegliere il convento del Rosario, adagiato sulla collina, con vista panoramica sulla città. In un periodo di penuria di chiese aperte, e agibili, diventa un’alternativa insperata.
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